20 giugno 2012

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Grande mobilitazione sul web in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato 2012, il 20 giugno. Comunicati, appelli di adesione ad iniziative e campagne online eventi creati sui social network per sensibilizzare e non dimenticare coloro che vivono in una sorta di limbo perenne, lontani dal proprio paese ed impossibilitati a tornarvi, ma anche molto osteggiati da politiche miopi e ambigue dei paesi di approdo. Pur essendo lo status di rifugiato tutelato da diversi organismi e strumenti internazionali, la sorte è legata alle normative degli stati nazionali, viziate dagli umori delle politiche locali. Il 20 giugno in Italia, in quasi tutte le città ci saranno iniziative per parlarne, discuterne, informarsi. Anche aljarida vuole contribuire al dibattito pubblicando un numero speciale sui rifugiati, per alcuni aspetti un po’ tecnico, ma che vuole rivolgersi soprattutto a chi nel limbo ci vive e vede i propri diritti violati da slogan propagandistici e falsati. Partiamo da qualche dato. L’ Italia ospita 58mila rifugiati rispetto ai 4,3milioni in tutto il mondo. L’anno 2011 è stato segnato sensibilmente dalle primavere arabe e dalla guerra in Libia. Ma anche dei disordini in Costa d’Avorio, delle violenze in Somalia e dalla carestia nell’Etiopia e nell’Eritrea. Motivi più che validi per lasciare il proprio Paese e cercare rifugio altrove, lontano dalla sofferenza.

L’UNHCR ha reso noto che il 2011 è stato l’anno in cui si sono registrate un numero di rifugiati che è stato il più alto dal 2000: 800mila. Un rapporto chiamato “Un anno di crisi”, in cui viene rappresenta la fuga di oltre 4,3milioni di persone, con un aumento rispetto al 2010 del 20% in più. Per quanto riguarda l’integrazione, un recente studio del Cir ha diffuso alcuni dati per cui uno su due non lavora, il 22% è in nero. Casa: il 26% la condivide con degli amici, il 22% con altre persone. Il 58% dichiara di aver trascorso un periodo nel circuito dell’accoglienza. Hein (Cir): ‘’Il governo gestisca meglio i fondi’ Nell’ Unione europea sono state accolte quasi 2 domande su 10. Nel 2011 gli Stati membri hanno ricevuto 365.600 domande di asilo e ne hanno accolte 84.100. Status a 42.700 richiedenti.

I Paesi che ospitano la maggior parte dei rifugiati, a dispetto di quanto si potesse pensare, non sono quelli europei, ma quelli del Sud del mondo; infatti il 75% di tutti i migranti trovano rifugio in Paesi in via di sviluppo mentre i 48 Stati meno sviluppati del pianeta ospitano da soli 2,3 mln di rifugiati. In Italia trovano ospitalità 58mila rifugiati, anche se nel 2011 si è registrato un aumento delle richieste d’asilo pari al 240% rispetto al 2010. Cifre esigue rispetto all’allarmismo imperante. Una presa di coscienza è necessaria e doverosa. Per una corretta informazione.

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