E’ ritornata la tensione al Cairo venerdi’ 22 Luglio, quando una manifestazione indetta da diversi gruppi e coalizioni politiche e’ sfociata nel sangue ad Abbaseya, un quartiere vicino al centro.
La protesta aveva come obiettivo quello di chiedere di velocizzare i processi contro chi si e’ macchiato di atti di corruzione e chi e’ stato accusato di aver ucciso manifestanti durante la rivoluzione di Febbraio. Il corteo partito da piazza Tahrir, inizialmente di circa 5000 partecipanti, ha raccolto dimostranti lungo il cammino fino a raggiungere circa 20.000 componenti. Il programma della manifestazione era quello di raggiungere il ministero della Difesa, luogo cruciale dopo che l’esercito ha preso il potere dopo la rivoluzione; ed e’ stato l’esercito stesso a formare un blocco per fermare i manifestanti nella piazza antistante la Moschea Al-Nour, una delle piu’ imponenti e conosciute della citta’. Poco dopo, e’ scoppiato l’inferno. Secondo testimoni, dai vicoli ai lati della piazza e da dietro il posto di blocco indetto dall’esercito sono usciti numerosi “baltagyya” (delinquenti prezzolati) che hanno aggredito i manifestanti con molotov e armi bianche; il tutto sotto gli occhi dei soldati e dei poliziotti che sorvegliavano la piazza.
“Sono sbucati dal nulla” dice Abdallah, un giovane manifestante “e ci hanno aggredito. Siamo stati costretti a fuggire, tornando a Tahrir in piccoli gruppi”. Il bilancio dei feriti e’ di circa 300 vittime. Ora, i manifestanti mettono in dubbio la linea dell’esercito – che dichiaratamente ha sempre appoggiato le richieste dei “rivoluzionari” – mentre l’esercito ha affermato che sono stati i residenti della zona ad aver attaccato la manifestazione. I candidati presidenziali piu’ in vista, tra cui Mohamed El-Baradei e Amr Moussa, hanno chiesto che siano aperte delle indagini per chiarire l’accaduto.