All’interno di un contesto politico teso e pieno di contraddizioni, la cultura diventa una finestra sul mondo, un canale più schietto ed accattivante attraverso il quale Italiani e Arabi possono comunicare e costruire solide relazioni.
العلم عبر المخيلة كأداة واثقة للوصول بحلم البشرية في حياة أفضل. في الذاكرة الثقافية العربية أيضا “الكوميديا الإلهية” للشاعر الإيطالي الأشهر والأهم دانتي، والتي لا تزال تستحوذ على الاهتمام وعلى قراءات جديدة أخرى.
La tradizione araba rievoca l’Italia come un paese mediterraneo, legato a doppio filo alla civiltà arabo-islamica, fonte di grandi conoscenze (grazie al lavoro di abili traduttori) e punto di riferimento per tutti i viandanti e viaggiatori. Ciò che gli intellettuali arabi meglio conoscono della cultura italiana sono le innovazioni del Rinascimento, in particolare le opere di Leonardo Da Vinci e Michelangelo. Essi sono considerati i padri della scienza, coloro che hanno per primi dimostrato come l’ingegno possa essere lo strumento per realizzare il desiderio dell’umanità di costruirsi una vita migliore. La “Divina Commedia”, opera del più importante e noto poeta Italiano, Dante Alighieri, è altresì conosciuta nel mondo arabo e ancor oggi non pochi lettori ne subiscono il fascino.
Tuttavia oggi questo rapporto è in una sorta di stallo: negli ultimi vent’anni le traduzioni in e dall’arabo hanno vissuto momenti di entusiasmo intermittente.
Tra le esperienze più recenti, va lodato l’impegno della marocchina Hadam Oudghiri, insegnante in uno degli atenei milanesi e moglie di un musicista italiano, che traduce poesie dall’arabo all’italiano e viceversa. Per esempio, ha tradotto in italiano due raccolte di poesie dell’autore siro-libanese Adonis ed in arabo una raccolta dell’italiano Sebastiano Grasso, “L’alfabeto si spoglia”, pubblicata un mese fa dalla casa editrice damascena “Dar Attakwin”. Ovviamente il suo impegno non è che un caso isolato, per ora, ma può certamente dare uno stimolo alla ricerca di una più profonda conoscenza dell’universo letterario, specialmente oggi che la letteratura si incontra con il cinema in un abbraccio intenso e costante.
A dimostrazione di ciò, si può richiamare la forte influenza che il Realismo italiano ha avuto sui cineasti arabi, in particolar modo negli ultimi trent’anni. Partecipando ai festival italiani, gli artisti del mondo arabo hanno potuto, di tanto in tanto, vedere proiettate le proprie opere in Italia, costruendo così dei ponti culturali e politici tra le due culture in uno scenario partecipativo e condiviso.
Illustri assenti, all’interno di questo contesto, sono i centri culturali legati alle ambasciate degli Stati arabi a Roma: in un Paese grande ed amato quale l’Italia, essi, pur avendone le possibilità, fino ad oggi non hanno fatto nulla per creare un legame tra i popoli e le culture arabe e quella italiana. Pertanto, c’è bisogno da parte loro di una maggior serietà, approfittando anche delle nuove tecnologie della comunicazione che riescono ormai a creare relazioni vivaci, forti e durature al di là di ogni distanza geografica. Lo scambio culturale, la conoscenza reciproca, sono bisogni naturali e necessitano dell’impegno e della cooperazione di tutti, comunità e individui, poiché la cultura è bellezza… e la bellezza è uno specchio sul quale si riflettono immagini di ciò che può essere realizzato anche senza il supporto della politica.
Il rapporto di vicinanza che lega il mondo arabo all’Italia rende a maggior ragione necessario incoraggiare la creazione di legami di amicizia, incontri e momenti di condivisione nel tentativo di salvaguardare quei ponti che, come ripetiamo sempre, hanno reso il nostro pianeta un piccolo villaggio. Ciò che dobbiamo fare oggi è renderlo anche un villaggio civile.
في احتدام السياسة بتفاصيلها الغزيرة والمتناقضة، تبدو الثقافة نافذة أوسع، أكثر صدقا وجمالا للتواصل والتفاعل الحي بين الشعوب العربية والشعب الإيطالي. إيطاليا في الذاكرة والموروث العربيين، بلاد متوسطية، ارتبطت مع الحضارة العربية الإسلامية بصلاة عميقة، كان للترجمة فيها دور التعريف، كما كان كذلك دور للرّحالة والمسافرين. أكثر ما يتذكره المثقفون العرب من الثقافة الإيطالية هو بالتأكيد إبداعات عصر النهضة، وبالذات ليوناردو دافنشي وميكل أنجلو، باعتبارهما بوّابة تشكيلية تنفتح أيضا على ثمة شبه انقطاع بعد ذلك، لكنه بدأ في العقدين الفائتين يشهد نوعا من تواصل متقطع عبر ترجمات بالاتجاهين في اللُغتين العربية والإيطالية.
أعجبتني مؤخرا جهود الترجمة في مجال الشعر التي قامت بها الأديبة العربية المغربية حذام أود غيري، الأستاذة في إحدى جامعات ميلانو، والمتزوجة من موسيقي إيطالي. السيدة أودغيري أنجزت ترجمة مجموعتين شعريتين للشاعر أدونيس للإيطالية، وفي الإتجاه العكسي، حقّقت ترجمة ساحرة لمجموعة الشاعر الإيطالي سباستيانو غراسّو ” أبجدية تتعرّى” وصدرت قبل شهور ضمن منشورات “دار التكوين” الدمشقية.
هي جهود فردية بلا شك، ولكنها مع ذلك تفتح باب التحريض على المعرفة، في حقول الثقافة المقروءة، خصوصا وأنها تلتقي مع تواصل حميم آخر لم يتقطع أبدا هو التواصل في حقل الفن السابع. هنا بالذات يمكن الحديث عن تأثيرات واسعة للسينما الواقعية الإيطالية في تجارب السينمائيين العرب، خصوصا خلال سنوات العقود الثلاثة الفائتة، وأيضا من خلال المشاركات العربية في المهرجانات السينمائية الإيطالية، وكذلك العروض التي تنظمها بين وقت وأخر جهات ثقافية أو سياسية عربية وإيطالية في صورة مشتركة.
الغائب الأكبر عن هذا التواصل هي بالتأكيد المراكز الثقافية العربية التابعة لسفارات الدول العربية المعتمدة في العاصمة الإيطالية، والتي لا تحرّك ساكنا في بلد كبير ومؤثّر، ويمكنه أن يفتح باب تواصل بين الشعبين والثقافتين.
هي خواطر نفترض أنها تحتاج وقفة عربية أكثر جدّية، خصوصا وقد أصبح لوسائل الاتصال الحديثة القدرة على ردم فجوة الجغرافيا، وخلق تفاعلات حيوية، متواصلة وغير موسمية.
حاجتنا للتواصل الثقافي ضرورة، وهي تتحقق بتضافر جهود الجميع، مجتمعين ومنفردين، فالثقافة هي الجمال، والجمال مرآة يمكنها تحقيق ما تعجز عنه السياسة.
تستحق علاقة الجوار العربية الإيطالية تنشيط جمعيات صداقة، وزجّ المشاركات والزيارات في عملية التواصل من أجل توفير جسور حقيقية في عالم أصبح كما نردّد جميعا قرية صغيرة، فلتكن قرية حضارية.