14 agosto 2011

Attimi di tensione venerdì 12/08 al Cairo, quando nel pomeriggio dei manifestanti si sono scontrati con l’esercito lanciando sassi e brandendo bastoni. La scorsa settimana, gruppi di giovani attivisti e diverse confraternite sufi (a cui moltissimi egiziani aderiscono) avevano organizzato una celebrazione chiamata “per amore dell’Egitto”, il cui obiettivo consisteva nel rompere il digiuno del mese di Ramadan in piazza Tahrir. L’esercito ha interpretato questa mossa come una provocazione, avendo già, nei primi giorni di Ramadan, sgomberato l’ormai famosa piazza e avvisato che “non sarebbero state tollerate proteste durante il mese sacro”.
A partire dai giorni seguenti allo sgombero, piazza Tahrir sembra una zona militarizzata: centinaia di soldati e poliziotti e una massiccia presenza di camionette nelle strade contigue.
Non è chiaro quale sia stata, durante l’evento di venerdì 12/08, la scintilla che ha fatto scattare le violenze. Ai primi lanci di sassi ed ai cori contro l’esercito, molti manifestanti hanno formato un cordone umano per impedire all’esercito di caricare, scandendo uno slogan diventato popolare durante i giorni della rivoluzione: “L’esercito e il popolo [sono] mano nella mano”. Gli scontri si sono dunque placati, lasciando in piazza solo un forte senso di tensione. Parte della piazza è stata comunque chiusa al traffico, in attesa che la situazione si calmasse.
A piazza Tahrir, poco dopo la rottura del digiuno ha anche fatto visita il Generale Tantawy, la “guida” (Al-mushir) del CSFA (Consiglio Supremo delle Forze Armate). Tuttavia, e’ rimasto solo per pochi minuti, parlando a soldati ed ufficiali, circondato da guardie del corpo e agenti della sicurezza. Non e’ chiaro quale fosse lo scopo della sua visita, che i quotidiani egiziani hanno chiamato “visita a sorpresa”.

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