Hosni Mubarak, da trent’anni presidente dell’ Egitto, sta molto male. In caso di morte due i possibili successori: il figlio Gamal Mubarak e l’ex ambasciatore egiziano all’ONU Mohamed el Baradei. Grosso peso avranno le decisioni dei Fratelli Musulmani, per ora ancora senza una candidatura ufficiale.
La voce era nell’aria ormai da mesi. Hosni Mubarak sta male e avrebbe ben poche possibilità di sopravvivenza. L’Egitto e molti paesi del mondo arabo sono con il fiato sospeso. Il capo della Commissione Esteri del Senato Americano John Kerry, durante la sua recente visita a Roma, ha definito l’Egitto «la maggiore preoccupazione degli Stati Uniti riguardo al Medio Oriente». Mubarak, salito al potere nel 1981 dopo l’assassinio di Anwar Sadat, non ha mai avuto un vice. Il Raìs negli ultimi tempi ha cercato di promuovere la figura del figlio all’interno del partito. Ma potrebbe non bastare: se si andasse a nuove elezioni, ci sarebbero più liste e più candidati. Per nulla scontato, quindi, il voto plebiscitario. Il candidato più pericoloso al momento sembrerebbe essere Mohammed el Baradei, già ambasciatore egiziano all’Onu, capo degli ispettori della AIEA e premio Nobel per la Pace 2005. Sostenuto dai giovani, el Baradei sta già conducendo una campagna elettorale stile Obama, con abbondante uso di internet e dei social network . Altro possibile candidato, Omar Suleiman, capo dell’intelligence egiziana, visto di buon occhio dalle gerarchie militari ma dal peso politico nullo perchè in realtà ombra dello stesso Gamal Mubarak. Grande incognita la posizione dei potenti Fratelli Musulmani. Senza una candidatura ufficiale, ma forti della presenza sul territorio, sono dati come vincenti.
blog comments powered by Disqus