28 ottobre 2011

Il partito islamico moderato di An-Nahda si aggiudica una vittoria storica, nelle prime elezioni in Tunisia, il primo voto della primavera araba.

Nove mesi dopo la rivoluzione, cacciato il dittatore Zine El Abidine Ben Ali e avendo acceso la miccia di gran parte delle rivolte nei paesi arabi, i tunisini si sono presentati in massa per votare i gruppi politici che dovranno riscrivere la costituzione del paese e governare fino alle elezioni parlamentari il prossimo anno.
An-Nahda, che è stato bandito per 10 anni e brutalmente represso sotto Ben Ali, con attivisti esiliati, torturati e imprigionati, ha affermato che avrebbe avuto la maggioranza ben prima di ricevere i risultati ufficiali.
Il partito ha condotto una campagna elettorale moderata, a favore della democrazia, promettendo di rispettare la forte tradizione laica della Tunisia e dare l’esempio a tutto il mondo arabo per quanto riguarda i diritti delle donne.
Il partito si ispira alla Turchia, liberale e socialmente conservatrice.

Ferjani, dell’ufficio politico di An-Nahda, ha dichiarato: “Abbiamo già le nostre idee sul governo. Noi non siamo dogmatici,… Siamo molto pragmatici. Sarà un governo di ampia unità nazionale”.

Il loro ruolo ora è molto specifico e molto delicato: riscrivere la Costituzione; fissare la data per le elezioni parlamentari entro un anno; formare un governo di transizione.
Al leader del partito, il dottor Mustapha Ben Jafaar, era stato vietato di concorrere per la presidenza sotto il vecchio regime, ma la storia si rivolta.

Per quanto riguarda il centro-sinistra: il Partito del Congresso della Repubblica, guidato dall’attivista per i diritti umani Moncef Marzouki, ha avuto dei buoni risultati. Il PDP (centrista), considerato da sempre la più forte opposizione del governo Ben Ali, ha sofferto delle relazioni con il vecchio sistema, ottenendo un risultato scarso.

Kais Nigrou, del Polo Democratico modernista - una coalizione di centro-sinistra laica, femminista e contraria all’instaurazione di un Governo di an-Nahda, ha dichiarato: “Accettiamo il risultato democratico e svolgeremo il nostro ruolo di opposizione… La diversità e l’apertura della società civile laica in Tunisia è forte e non cambierà. Noi non vediamo una minaccia da parte degli islamisti. Se il 40% ha votato per loro, il 60% della società non lo ha fatto.”

Ricordiamo che An-Nahda rappresenta la terza vittoria islamista per elezioni democratiche: la prima nel 1991 in Algeria (Fronte Islamico di Salvezza), brutalmente eliminata da un colpo di stato che ha causato anni di conflitto; la seconda nel 2006 in Palestina (Gaza) con la vittoria di Hamas, oggi molto criticata internamente.

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