28 maggio 2012

Si è tenuto a Roma dal 7 al 12 Maggio 2012 un meeting organizzato dal Forum Nazionale dei giovani allo scopo di raccogliere i semi della primavera araba che sta chiaramente ridefinendo gli assetti istituzionali di molti paesi. Tra i principali l’obbiettivi: dare nuovo slancio al processo di cooperazione giovanile tra europei ed arabi, e di conseguenza stimolare la partecipazione giovanile nei processi democratici.

”Euro - Arab and Mediterranean Youth Leaders meeting: Networking and Partnership Development” ha visto la partecipazione di oltre 30 giovani leaders provenienti dai paesi europei e da molti paesi arabi, i quali hanno ricevuto sostegno logistico ed economico dal Consiglio d’Europa, la Lega degli Stati Arabi, dalla World Bank e L’Agenzia Nazionale per i giovani. L’incontro è parte del progetto annuale promosso dal Forum Nazionale dei Giovani “Democrazia in azione - partecipazione giovanile e cittadinanza attiva per la pace, la democrazia e la promozione sociale” organizzato in collaborazione con il Forum Europeo della Gioventù (YFJ).

Premesse
Il primo meeting tra Europa e mondo arabo si tenne nel 2008 ad Amman, in Giordania dove furono stilate delle recommendations riguardo alla cooperazione dei giovani. Il secondo meeting si tenne ad Assilah, in Marocco nel 2009 e ne usci un documento l’Assilah Appeal stilato per facilitare e promuovere la mobilità giovanile, incoraggiando il dialogo e i diritti dei giovani migranti. Il terzo si è tenuto a Tunisi nel 2010 nel contesto del seminario “ Roles of Youth Organisations in promoting Intercultural Dialogue and Mutual Understanding” organizzato dalla Lega degli Stati Arabi, che ha preceduto la prima conferenza giovanile euro - arab “Mare nostrum - gioventù, migrazione e sviluppo”, organizzata dal Forum Nazionale dei Giovani a Ragusa in collaborazione con il Forum Europeo della gioventù, il consiglio d’Europa e la Lega degli stati arabi. Tale incontro generò la Ragusa Declaration la quale contiene tematiche molto care relativamente ai diritti dei giovani e più in generale in difesa dei diritti umani.

In qualche modo, la Ragusa Declaration ha posto le doverose basi iniziali riguardanti i diritti dei giovani e l’incontro tenutosi lo scorso maggio ha elaborato concretamente le aspettative dei leaders partecipanti e delle relative realtà associative che rappresentavano. Nella fase di apertura di questo meeting sono intervenuti: il dott. Coniglio capo sezione Internazionalizzazione Università del Ministero degli Affari Esteri che ha incoraggiato i partecipanti a prendere parte attivamente ai processi democratici che sono in atto nei nostri paesi e soprattutto ha voluto infondere ai ragazzi quell’umanità e quel desiderio di sentirsi tutti parte dello stesso mondo. Da subito tra i partecipanti si è instaurato un clima proficuo e pronto alla collaborazione. Grazie ai metodi dell’educazione non formale, l’imbarazzo iniziale si è dissolto e con le prime attività in gruppo, ciascuno si è sentito parte del lavoro che si stava svolgendo. Il documento redatto a conclusione dei primi tre giorni di meeting è stato presentato a Roma presso la rappresentanza dell’Italia della Commissione europea (Spazio Europa), dove si sono illustrate le richieste dei ragazzi e i punti di criticità su cui è possibile lavorare e promuovere l’implementazione di politiche strategiche atte a favorire un clima disteso e di collaborazione tra gli europei e gli arabi. Il meeting si è concluso con un seminario sulla sostenibilità dell’area Mediterranea attraverso lo sviluppo socio-economico a cui hanno partecipato il dott. Claudio Padua, dirigente per le politiche di internazionalizzazione e promozione scambi del Ministero dello Sviluppo economico, la dottoressa Gloria Lacava in rappresentanza della World Bank, il dott. Antonio Sposicchio vicepresidente della CIA, il dott. Alessandro Scoppettuolo presidente della commissione ambiente del Forum Nazionale dei Giovani, il dott. Giuseppe Di Taranto esperto di politiche economiche e docente presso la LUISS G. Carli di Roma ed altre personalità non meno rilevanti che hanno dato il loro contributo circa le politiche economiche e le condizioni in cui vertono i rapporti bilaterali Europa e mondo arabo.
Comprensibilmente tale meeting è stato un momento di scambio culturale e di esperienze e cosi, mentre i paesi arabi stanno lottando per il riconoscimento dei loro diritti democratici fondamentali, cercando di consolidare il ruolo delle istituzioni nazionali, i paesi europei stanno affrontando una crisi economica che ha messo in dubbio la condivisione di un futuro comune scevro da inutili spinte nazionalistiche. Durante il meeting tali circostanze sono venute fuori ma inaspettatamente non come elementi di incomunicabilità, ma piuttosto come piena consapevolezza dell’aspetto multiculturale dei partecipanti e dei differenti background dei singoli.

Dar vita a momenti di dialogo come questi che incentivino da diversi punti di vista la collaborazione tra gli stati non può che essere di grande utilità per l’Europa e per il mondo arabo. Inoltre creare queste occasioni in Italia, ha un significato ancor più apprezzabile, poiché la posizione geografica del nostro paese e la sua particolare vicinanza al nord africa, deve essere uno stimolo alla prosecuzione di una politica bilaterale che sia in grado anche di affrontare e gestire a suo favore i naturali cambiamenti della società.

di Francesca Iacovino

blog comments powered by Disqus