31 luglio 2011

La manifestazione indetta il 29 Luglio dai Fratelli Musulmani e dal nome “Venerdi’ della volonta’ popolare e del fronte unito” si e’ conclusa pacificamente, senza notizie di scontri di sorta. Tuttavia, piu’ di 300 manifestanti sono stati ricoverati a causa di malori dovuti al caldo.

La manifestazione era attesa con crescente apprensione, per via del rischio che infiltrazioni di “terze parti” (ovvero, ne’ di forze laiche ne’ di forze politiche di ispirazione religiosa) potessero fronteggiare i manifestanti scatenando cosi’ un’escalation della tensione. La manifestazione si e’ svolta nelle piazze principali delle piu’ importanti citta’ egiziane, il Cairo ed Alessandria comprese. Durante la giornata si sono acuiti i punti di contrasto tra le varie forze politiche che hanno preso parte all’evento.

I giorni che hanno preceduto la manifestazione sono stati molto concitati, e solo lo scorso mercoledi’ un accordo comune tra le forze politiche appartenenti ai vari schieramenti aveva rischiarato l’aria: in una conferenza stampa allestita presso la redazione del popolare quotidiano “Al Shorok”, i rappresentanti dei vari partiti e movimenti politici hanno affermato che la manifestazione avrebbe toccato solo punti di comune accordo, ovvero la fine immediata di processi militari per i civili e nuovi processi per i civili gia’ condannati da corti militari; una velocizzazione dei processi contro gli assassini dei manifestanti durante la “rivoluzione”; l’assegnazione dei processi contro le icone del precedente regime ad apposite ed imparziali corti di giustizia; l’implementazione di salari minimi e massimi. Gli altri punti caldi del dibattito politico corrente – come la definizione di principi extra costituzionali o il supporto all’esercito ed al CSAF - non avrebbero dovuto essere toccati.

Tuttavia, le forze islamiste e salafite presenti a decine di migliaia nelle piazze non hanno tardato a lanciare cori in supporto all’istituzione di uno stato islamico e di sostegno all’esercito. Nel corso della giornata, ben 33 gruppi politici si sono cosi’ dissociati dalla manifestazione, accusando i gruppi di orientamento islamista di aver tradito i patti precedenti all’evento. Gli stessi gruppi hanno dichiarato che avrebbero comunque continuato con il sit-in, in corso nelle maggiori piazze egiziane dall’8 Luglio, mentre gli islamisti hanno dichiarato che la loro intenzione non e’ mai stata quella di parteciparvi – marcando cosi’ una differenza tra il sit-in e la manifestazione odierna. Infatti, il momento piu’ teso della giornata ha coinciso con il tentativo di alcuni salafiti di entrare nella tendopoli presente al centro di Piazza Tahrir. Al diniego dell’entrata, i salafiti hanno continuato la manifestazione senza dare seguito all’episodio.

Non e’ mancata l’ironia da parte dei manifestanti laici di Piazza Tahrir, i quali hanno paragonato la manifestazione ad un “Ghallabeyya (la tradizionale tunica islamica) Party”. Inoltre, su twitter hanno lanciato la hashtag #tahrirstan, commentando cosi’ il carattere marcatamente islamico dell’evento. La concordia tra le parti ha comunque avuto la meglio: al calar del sole, dal palco del “Partito della Luce”, di orientamento salafita, si e’ levato un invito a pulire la piazza, un segno di rispetto per i protagonisti del sit-in.

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