Facendo paragoni: la Convenzione di Ginevra del 1951 e la Convenzione europea dei diritti umani. Come si comporta l’Italia? Come riconoscere un rifugiato?
مقارنة بين اتفاقية جنيف 1951، والاتفاقية الأوروبية لحقوق الإنسان: ما هو الوضع في إيطاليا؟. وما هي كيفية الاعتراف باللاجئ؟
La Convenzione di Ginevra garantisce i diritti a chi ha timore fondato di persecuzione per razza, nazionalità, religione, affiliazione a gruppi sociali particolari e per opinioni politiche (art. 1).
La Convenzione europea dei diritti umani garantisce con l’art. 1 i diritti di protezione a tutti coloro che risiedono all’interno di uno Stato.
L’art. 3 si riferisce esplicitamente alla tortura e protegge i diritti dei richiedenti asilo rifiutati, delle persone con status umanitario ma non riconosciuti rifugiati per convenzione, delle persone riconosciute come rifugiati ma che hanno perso la protezione della Convenzione di Ginevra.
In conclusione, la Convenzione europea offre una protezione più ampia e si applica a tutti, anche a chi ha paura di persecuzione da gruppi non statali (guerrillas, gruppi terroristici ecc.) e a coloro che sono stati esclusi dalla protezione della convezione di Ginevra per aver commesso dei crimini.
Oltre all’articolo 3 ci sono altri artt. della Convenzione europea che vogliamo evidenziare:
l’art. 4: proibizione di lavoro forzato; art. 5 privazione della libertà; art. 6 diritto ad un processo imparziale e giusto; art. 8 rispetto per la vita privata e la famiglia; art. 9 diritto alla libertà di opinione, religione e pensiero art. 10 diritto alla libertà di espressione art. 11 diritto alla garanzia di un effettivo mezzo di ricorso nei confronti della autorità nazionale.
Protezione nazionale dei rifugiati
I trattati e le convenzioni istituzionali esplicitano gli obblighi degli Stati ma non esiste alcuno strumento che possa obbligare uno Stato a concedere asilo. Non esiste un’ armonizzazione tra quelle che sono le disposizioni internazionali e le legislazioni nazionali, perché non è obbligatorio. La concessione o meno dell’asilo dipende solo ed esclusivamente dallo Stato in cui si richiede. Ad esempio la Convenzione di Ginevra può definire un rifugiato, dire cosa lo Stato deve fare (ad esempio applicare il principio di non-respingimento), quali sono i diritti dei rifugiati nel paese di accoglienza ma non può in nessuno caso obbligare lo Stato a concedere/garantire l’asilo. Questa ambiguità fa sì che ogni Stato abbia proprie procedure e legislazioni nazionali che differiscono dall’uno all’altro. ACNUR ha stilato una statistica sull’applicazione del diritto di asilo nei paesi più industrializzati. L’Italia si pone tra il 30% e il 20% nell’applicazione delle procedure previste dal diritto di asilo internazionale tra il 2005 e il 2009.
Come riconoscere un rifugiato?
La Convenzione di Ginevra del 1951 non dà istruzioni particolari sulla questione ma lascia libertà di azione allo Stato in cui viene richiesto l’asilo, il quale può definire le proprie procedure nazionali.
ACNUR ha definito delle linee guida principali:
1) dare chiare istruzioni agli ufficiali (polizia di frontiera e poliziotti in servizio agli uffici immigrazione devono conoscere e rispettare il principio di non respingimento e demandare l’istruttoria delle pratiche agli uffici competenti);
2) i richiedenti devono essere in grado di conoscere le procedure nazionali per la richiesta di asilo
3) ogni Stato deve avere una autorità competente chiaramente definita per esaminare le richieste e prendere una decisione;
4) Ogni richiedente deve avere la disponibilità di un interprete e deve essere informati sulla possibilità di contattare un funzionario dell’UNHCR;
5) se un richiedente viene riconosciuto come un rifugiato, per convenzione gli devono essere consegnati dei documenti che attestino tale status;
6) se non è riconosciuto come rifugiato secondo la convenzione gli deve essere accordato tempo sufficiente per appellarsi per una formale riconsiderazione delle decisione;
7) Il richiedente deve essere autorizzato a rimanere nel paese nel periodo di attesa della decisione e anche in attesa della decisione per l’appello.
تضمن اتفاقية جنيف حقوق من يخشى الاضطهاد بسبب العرق، أو الجنسية، أو الدين، أو بسبب الانتماء إلى مجموعة اجتماعية معينة، أو بسبب الرأي السياسي (المادة 1).
الاتفاقية الأوروبية لحقوق الإنسان تضمن من خلال المادة 1 حق الحماية لمن يقيم داخل الدولة.
تشير المادة 3 صراحة إلى التعذيب، وتحمي حقوق طالبي اللجوء المنبوذين، والحالات الإنسانية التي لا تعترف الاتفاقية بها على أنها حالات لجوء، ومن هو معترف به كلاجئ لكنه كان قد فقد حماية اتفاقية جنيف له.
في الختام، توفر الاتفاقية الأوروبية قدراً أكبر من الحماية، فضلاً عن أنها تنطبق على الجميع، حتى من يخشى اضطهاد جماعات غير حكومية (البلطجية، والجماعات الإرهابية، إلخ…) والذين تم استبعادهم من حماية اتفاقية جنيف لارتكابهم جرائم.
علاوة على المادة 3، فهناك مواد أخرى في الاتفاقية الأوروبية نريد تسليط الضوء عليها:
المادة 4: حظر العمل بالسخرة - المادة 5: الحرمان من الحرية - المادة 6: الحق في محاكمة عادلة ونزيهة - المادة 8: احترام الحياة الشخصية والعائلية - المادة 9: الحق في حرية الرأي والاعتقاد والفكر - المادة 10: الحق في حرية التعبير - المادة 11: ضمان الحق في وسيلة فعالة لرفع دعوى قضائية ضد السلطة الوطنية.
الحماية الوطنية للاجئين
تتضمن النصوص القانونية والدستورية المؤسسية، كافة الواجبات التي تقع على عاتق الدولة، ولكن ليس هناك ثمة مادة واحدة في هذه النصوص تتحدث عن واجب الدولة في منح حق اللجوء. كما لا يوجد التقاء بين الاتفاقيات الدولية والتشريعات الوطنية، حيث أن وجوده ليس إلزامياً. فمنح حق اللجوء من عدمه يتوقف فقط على الدولة التي يُطلَب اللجوء فيها. على سبيل المثال، يمكن لاتفاقية جنيف أن تُعَرِّف من هو اللاجئ، وماذا يتعين على الدولة فعله (كتطبيق مبدأ إلغاء الإعادة القسرية، مثلاً)، وما هي حقوق اللاجئين داخل البلاد التي تستضيفهم. ولكنها لا يمكنها بحال من الأحوال، أن تجبر الدولة على منح/ضمان حق اللجوء. هذا الغموض يدفع كل دولة إلى وضع إجراءات، وسن تشريعات، تختلف تماماً عن باقي الدول. وقد أجرت المفوضية العليا للأمم المتحدة لشؤون اللاجئين إحصائية بشأن تطبيق حق اللجوء في الدول الأكثر تقدماً. وفيما يتعلق بإيطاليا، تم تطبيق ما بين 20٪ إلى 30٪ من الإجراءات المنصوص عليها في القانون الدولي لحق اللجوء بين عامي 2005 و 2009.
كيفية الاعتراف باللاجئين؟
لا تقدم اتفاقية جنيف لعام 1951 تعليمات واضحة في هذا الشأن، ولكنها تترك حرية التصرف للدولة التي يتم التقدم فيها بطلب الحصول على حق اللجوء، ومن ثم تقوم الدولة بتحديد كافة الإجراءات التي ستقوم باتخاذها.
وقد وضعت المفوضية العليا للأمم المتحدة لشؤون اللاجئين مبادئ توجيهية رئيسية:
1) اعطاء تعليمات واضحة لرجال الشرطة (على شرطة الحدود والشرطة العاملة في مكاتب الهجرة معرفة واحترام مبدأ إلغاء الإعادة القسرية، وترك الجهات المختصة القيام بالإجراءات اللازمة)؛
2) يجب على طالبي اللجوء أن يكونوا على دراية بكافة الإجراءات اللازمة للتقدم بطلب اللجوء في البلد المتواجدين فيه؛
3) يجب على كل دولة تحديد جهة بعينها تتولى مسؤولية تلقي الطلبات والبت فيها؛
4) من حق كل طالب لجوء أن يكون له مترجم، وأن يتم إعلامه بأنه من حقه تحقيق اتصال بينه وبين أحد العاملين بالمفوضية العليا للأمم المتحدة لشؤون اللاجئين؛
5) في حالة الموافقة على منح حق اللجوء، تنص الاتفاقية على حتمية تسليم اللاجئ بعض المستندات التي تثبت حصوله على حق اللجوء؛
6) في حالة رفض منح حق اللجوء، تنص الاتفاقية على منح المتقدم بطلب الحصول على حق اللجوء وقتاً لرفع دعوى قضائية لإعادة النظر في قرار الرفض؛
7) السماح للمتقدم بطلب الحصول على حق اللجوء بالبقاء في البلاد خلال فترة انتظار صدور قرار بمنحه حق اللجوء من عدمه، وأيضاً – في حالة صدور قرار بالرفض – خلال فترة البت في قرار الرفض من قبل الجهة القضائية.