2 maggio 2011

Inclusione sociale a Milano: confronto tra i candidati Moratti e Pisapia

الاندماج الاجتماعي في ميلانو: مواجهة موراتي وبيسابيا

Abbiamo intervistato i candidati sindaci Letizia Moratti e Giuliano Pisapia su temi legati a Milano e ai suoi cittadini.

أجرت الجريدة حواراً مع المرشحَيْن لمنصب عمدة ميلانو “ليتيتسيا موراتِّي” و”جوليانو بيسابيا” حول بعض القضايا المتعلقة بميلانو ومواطنيها.

Moschea. Un diritto costituzionale che è diventato un problema. Altre importanti città europee hanno concesso spazi adeguati alla religione islamica. Milano come pensa di risolvere questa questione anche in vista dell’Expo, l’appuntamento più importante per la prossima amministrazione comunale?

Pisapia:

La nuova amministrazione di Milano deve dare un luogo di culto a tutte le comunità perché è un diritto costituzionale. Serve una moschea per gli eventi religiosi, ma anche centri di preghiera nei vari quartieri. Il comune deve pensare anche a creare dei luoghi di intercultura e dialogo tra religioni ed etnie diverse, spazi di scambio e conoscenza. Questo a mio avviso è l’unico modo per essere laici nel rispetto delle religioni. L’ora di religione, a scuola, per esempio, dovrebbe essere trasformata in storia delle religioni, in modo tale che anche bambini e ragazzi di altre fedi possano parteciparvi.

Moratti:

Milano è una città multietnica, storicamente votata all’accoglienza, alla solidarietà e al rispetto dell’identità della persona. Una città che sostiene e che ha sempre sostenuto la libertà di religione. La questione della moschea a Milano è legata al tema della sicurezza, non si tratta certo di un problema di culto. Ecco perché chiediamo di avere interlocutori che siano affidabili e una normativa che dia certezze e garanzie. Parlo di una normativa nazionale che definisca regole chiare, che garantisca la libertà di culto senza ledere i diritti dei cittadini e le norme che regolano la vita della città come accadeva, invece, in viale Jenner. In questo momento, non essendoci una normativa di questo tipo, non è possibile pensare a una moschea nella nostra città

Riqualificazione delle aree a rischio. Milano in questi decenni di immigrazione ha osservato passivamente la nascita di ghetti e aree a forte tensione sociale. Quale è la sua risposta a questi problemi di convivenza?

Pisapia:

Garantire l’integrazione sociale è il modo migliore per evitare problemi di convivenza. Il decentramento dei servizi può favorire di molto la convivenza tra le varie comunità, in questo senso sono i consigli di zona coordinati con i servizi sociali che devono assistere i cittadini sul territorio. I ghetti non devono esserci, perché sono luoghi in cui cresce il disagio sociale e il malcontento. Dobbiamo ripristinare una rete di solidarietà nelle case e nei quartieri. Tutti devono sentirsi “cittadini” a tutti gli effetti e non ospiti indesiderati: è un approccio della politica che rimette la persona al centro, come soggetto e non oggetto, per sviluppare una società più giusta e a misura di tutti, deboli e forti, in un’ottica inclusiva. Per coinvolgere gli stranieri nelle decisioni politiche della città è fondamentale intervenire sul diritto di voto. La nuova amministrazione si impegnerà perchè venga fatta la legge sul diritto di voto amministrativo. Diritto di voto, dunque, per i cittadini residenti da almeno tre anni.

Moratti:

Costruire convivenza civile e legalità insieme alle forze positive, agli immigrati onesti e rispettosi delle leggi, all’associazionismo e a chi ama Milano: questo è il nostro obiettivo. In questi anni, infatti, abbiamo messo in campo una serie di iniziative per affrontare l’alto flusso migratorio e abitativo che interessa alcune zone della città. Una strategia a più livelli, che ha agito sia sul rafforzamento della sicurezza, sia sull’integrazione di chi rispetta la legge. Cito, ad esempio, il progetto ‘Start’, basato su un principio di accoglienza e orientamento, che, per esempio, in via Padova, così come in altri quartieri, sta dando buoni risultati. Il progetto mira a implementare le attività di prima accoglienza, l’inserimento scolastico e l’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Gli alunni stranieri a Milano sono 28mila, pari al 15,3% della popolazione scolastica contro un corrispondente valore nazionale pari al 6,4%: Milano è, infatti, al primo posto fra i comuni italiani per incidenza di presenze straniere fra i banchi di scuola. Allo stesso tempo ci siamo attivati per un maggior controllo, anche a tutela dell’immigrazione regolare, delle residenzialità nelle abitazioni, sulla sicurezza degli esercizi commerciali e degli edifici degradati. Si tratta di provvedimenti che vanno in parallelo con un lavoro di rafforzamento dei servizi di accoglienza, di orientamento, di assistenza e di soccorso. A Milano gli immigrati sono 212mila, il 16,1% dei residenti. Negli ultimi dieci anni c’è stato un aumento dell’80%. Credo che la condizione essenziale alla base dell’integrazione sia, da una parte, il rispetto delle leggi e, dall’altra, il massimo rigore per chi vive in condizioni di clandestinità e per chi rappresenta una minaccia per la sicurezza pubblica

Aljarida, come altre associazioni di immigrati, collabora con il comune di Milano in un progetto di co-sviluppo. Visti gli impegni del comune di Milano per avviare azioni di reciproca crescita economica con i paesi di origine, quali pensa siano le priorità da affrontare su questo tema?

Pisapia:

Tutte le comunità presenti a Milano creano economia e lavoro: hanno ristoranti, bar, negozi, esercizi commerciali di tutti i tipi. E molte comunità fanno anche attività culturali. Queste realtà sono molto importanti per la città e vanno favorite. Il Comune deve aiutarne lo sviluppo, e non ostacolare come ha fatto la giunta Moratti. Milano è una città multietnica, questa è una ricchezza per tutti: milanesi doc, milanesi di prima, seconda e terza generazione. Prendiamo esempio dai bambini: loro si sentono tutti uguali, indipendentemente dal colore della pelle e dalla dieta che mangiano in mensa.

Moratti:

Tra le grandi sfide del nostro tempo, quelle dell’alimentazione, dell’acqua sufficiente e sicura, dell’ambiente e dell’energia, occupano uno spazio molto rilevante per qualunque Paese. Expo Milano 2015 si propone come un percorso utile all’Italia e a tutta la comunità internazionale per lavorare al raggiungimento di questi obiettivi. Sin da ora stiamo lavorando per poter migliorare la qualità della vita dei Paesi in via di sviluppo. In modo particolare il Comune di Milano promuove e sostiene progetti di cooperazione internazionale attraverso l’erogazione di contributi che vengono assegnati ai soggetti promotori di iniziative e campagne volte ad aiutare proprio i paesi in difficoltà. Penso alla collaborazione con Planet Finance, con la World Bank, con la Grameen Bank, con le associazioni straniere che operano in Italia a favore del loro Paese

المسجد: حق دستوري تحول إلى مشكلة. سمحت العديد من كبرى المدن الأوروبية الأخرى بأماكن مناسبة لأداء شعائر الدين الإسلامي. كيف ترى ميلانو حل هذه المشكلة مع وضع الموقف العالمي حيال هذه المسألة في عين الاعتبار، وما هو الموعد الأكثر ملائمة من وجهة نظر الإدارة المحلية المقبلة؟

“بيسابيا”:

إدارة ميلانو الجديدة لابد أن تمنح أماكن مخصصة للعبادة لجميع الجاليات؛ لأنه حق دستوري. هناك حاجة إلى مسجد ما من أجل المناسبات الدينية، ولكن أيضاً من أجل الصلاة في مختلف الأحياء. ولابد أن تفكر البلدية أيضاً في إقامة أماكن للحوار الثقافي بين مختلف الأديان والعرقيات، أماكن لتبادل الآراء وللمعرفة. وأعتقد أن هذا هو السبيل الوحيد لنكون علمانيين ومحترمين للأديان في الوقت نفسه. فالساعة المخصصة لتعليم الدين في المدارس ينبغي أن تتحول على سبيل المثال إلى مادة “تاريخ الأديان”، كي يستطيع الأطفال والشباب من أتباع الديانات الأخرى أن يشاركوا.

“موراتي”:

“ميلانو مدينة متعددة الثقافات، معروفة تاريخياً بحُسْن الضيافة، وبالتضامن، واحترام هوية الآخر. إنها مدينة طالما دعمت ولا زالت تدعم حرية اختيار الأديان. مسألة المسجد في ميلانو تتعلق بالأمن، وليس بمسألة العبادة مطلقاً. ولهذا السبب فنحن نطالب بوجود محاورين موثوق بهم، وقاعدة تشريعية تكفل الأمن وتوفر الضمانات. أتكلم عن قاعدة وطنية، والتي تحدد قوانين واضحة، وتكفل حرية العبادة دون المساس بحقوق المواطنين، قوانين تحكم الحياة في المدينة كما كان يحدث في شارع “جينير”. في الوقت الراهن، نظراً لعدم وجود تشريعات من هذا النوع، فلا يمكن التفكير في مسجد في مدينتنا”.

فيما يتعلق بتطوير المناطق المعرضة للخطر. لاحظنا في ميلانو، وبعد عقود من تدفق الهجرات إلى إيطاليا، ظهور الأحياء العشوائية ومناطق للتوتر الاجتماعي. ما هو ردكم حيال مشكلات التعايش؟

“بيسابيا”:

ضمان الاندماج الاجتماعي هو أفضل طريقة لتجنب مشكلات التعايش. كما أن لامركزية الخدمات قد يسهل إلى حد كبير التعايش بين مختلف الجاليات، وبهذا ستكون مجالس الخدمات الاجتماعية المحلية هي المعنية بمساعدة المواطنين في المنطقة. ولاينبغي أن يكون هناك أحياء عشوائية، لأنها أماكن للاضطرابات الاجتماعية المتزايدة والسخط. نحن بحاجة لاستعادة شبكة من التضامن في المنازل وبين الأحياء. يجب أن يشعر الجميع أنهم “مواطنون” بكل ما تحمله الكلمة من معنى، وليست أماكن لاستضافة مَنْ هم غير مرغوب فيهم: إنه نهج سياسي يضع الفرد في بؤرة الاهتمام كفاعل إيجابي وليس سلبي؛ وذلك لضمان تطوير المجتمع بشكل أكبر، مجتمع للجميع، الضعيف والقوي، من منظور شامل. ولمشاركة الأجانب في القرارات السياسية الخارجية للمدينة فلابد من إدخال حق التصويت. الإدارة الجديدة ستعمل على إدخال حق التصويت في الانتخابات المحلية. سيحظى بهذا الحق المقيمون في المدينة منذ ثلاث سنوات على الأقل.

“موراتي”:

“وجود تعايش مدني وشرعي جنباً إلى جنب مع القوى الإيجابية، ومع المهاجرين الأمناء الذين يحترمون القانون، ومع من يحب ميلانو، فهذا هو هدفنا. في هذه السنوات، وضعنا عدداً من المبادرات للتصدي لتدفق المهاجرين وللزيادة السكانية التي تؤثر على بعض المناطق في المدينة. إنها إستراتيجية متعددة المستويات، عملت سواء على تحسين الأمن، أو على تحقيق الاندماج بين من يحترمون القانون. أذكر - على سبيل المثال - مشروع “ستارت”، الذي قام على مبدأ حسن الضيافة والتوجيه، والذي حقق نتائج طيبة في شارع ” بادوفا” وكذلك في أحياء أخرى. كان هدف المشروع إلى القيام بأنشطة للاستضافة الأولى، ويشمل الالتحاق بالمدارس وتعليم الإيطالية للأجانب. الطلاب الأجانب في ميلانو يمثلون 28 ألفاً أي 15.3٪ من تلاميذ المدارس، في حين أن الإيطاليين يمثلون في المقابل فقط 6.4٪: في واقع الأمر، تحتل ميلانو المرتبة الأولى بين باقي المدن الإيطالية فيما يتعلق بمعدلات تواجد الطلاب الأجانب في المدارس. وفي نفس الوقت، استطعنا أن نسيطر على – ونحمي أيضاً الهجرة الشرعية – تواجد الأجانب في منازلهم، وتحقيق الأمن فيما يتعلق بالممارسات التجارية والمباني المتصدعة. الأمر يتعلق بمجموعة من الإجراءات التي تتماشي بالتوازي مع تعزيز خدمات الاستضافة، والتوجيه، والإنقاذ، وتقديم المساعدات المختلفة. يبلغ عدد المهاجرين في ميلانو 212000، وهو ما يمثل 16.1% من سكان ميلانو. وخلال العشر سنوات الماضية، كانت هناك زيادة في عدد المهاجرين بميلانو قدرها 80 ٪. وأعتقد أن الشرط الأساسي لتحقيق الاندماج هو احترام القوانين من ناحية، ومن ناحية أخرى تطبيق أقصى عقوبة على أولئك الذين يعيشون في الخفاء، ومن ثم يشكلون تهديداً للسلامة العامة”.

“الجريدة” مثل باقي الجمعيات الأخرى العاملة في مجال الهجرة، تتعاون مع بلدية ميلانو في مشروع للتنمية المشتركة. نظراً لالتزامات البلدية من أجل اتخاذ إجراءات لتحقيق النمو الاقتصادي المتبادل مع بلدان الأصل، ما هي برأيك الأولويات التي يجب أن تعالج في هذه المسألة؟

“بيسابيا”:

جميع الجاليات في ميلانو تبني الاقتصاد، وتساهم في خلق فرص عمل: لديهم المطاعم والحانات والمتاجر والمحلات التجارية من جميع الأنواع. والكثير من الجاليات تقيم أيضاً أنشطة ثقافية. هذه الكيانات مهمة جداً للمدينة، وعلينا تشجيعها. على البلدية مساعدة تطوير هذه الأنشطة، وعدم إعاقتها كما حدث في إدارة “موراتي”. ميلانو مدينة متعددة الأعراق، وهذا كنز للجميع: سكان ميلانو الأصليون، والسكان من أبناء الجيل الأول أو الثاني أو الثالث. لنتعلم من الأطفال، علي سبيل المثال: إنهم يشعرون بأنهم سواسية، بغض النظر عن لون البشرة والنظام الغذائي الذي يتبعونه في المطاعم.

“موراتي”:

“من بين التحديات الكبيرة التي نواجهها في عصرنا الحالي مسألة الغذاء، وتوفير الماء بشكل كاف وآمنٍ، وحماية البيئة، وتوفير الطاقة؛ كلها تحديات تؤرق أي بلد. ويأتي مشروع “إكسبو ميلانو 2015” ليقدم طريقاً مفيداً لإيطاليا والمجتمع الدولي بأسره للعمل على تحقيق هذه الأهداف. ومنذ الآن، نعمل لتحسين مستوى المعيشة في البلدان النامية. وتشجع بلدية ميلانو وتدعم مشاريع التعاون الدولي عن طريق توفير المنح للمروجين للمبادرات والحملات الموجَّهة لمساعدة البلدان المنكوبة. أرى أنه ينبغي أن يكون هناك تعاوناً مع مؤسسة بلانيت فاينانس، والبنك الدولي، وبنك غرامين، وأيضاً مع الجمعيات الأجنبية العاملة في إيطاليا لصالح بلدانهم”.

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