15 settembre 2016

Per completare il quadro sulla situazione ed avere così una visione completa riguardo alla comunicazione nei paesi arabi, bisogna analizzare soprattutto il fattore Internet. Internet infatti, è una cartina al tornasole molto importante per inquadrare la situazione di una particolare realtà territoriale.

Per completare il quadro sulla situazione ed avere così una visione completa riguardo alla comunicazione nei paesi arabi, bisogna analizzare soprattutto il fattore Internet. Internet infatti, è una cartina al tornasole molto importante per inquadrare la situazione di una particolare realtà territoriale. n soldoni, se c’è libertà in rete c’è pure all’esterno di essa. Il mondo arabo-musulmano nella rete si barcamena tra modernità e tradizione. Bisogna innanzitutto specificare che gli utenti di Internet nei paesi arabi sono ancora piuttosto pochi rispetto al resto del mondo. Secondo recenti studi infatti, essi si limitano ad un misero 0,6% della popolazione con un picco del 4% in Turchia. Il ritratto dell’ utente tipo è giovane, benestante e con un alto grado di istruzione. La passione principale dei normali utenti, così come lo è un po’ in tutto il mondo, è, strano a dirsi, la pornografia. Naturalmente le autorità religiose non vedono di buon occhio quest’ uso peccaminoso della rete e così fanno di tutto per impedirne la diffusione. In Yemen, ad esempio, il Ministero delle Telecomunicazioni ha ordinato a tutti i cybercafè l’ uso di programmi che bloccano l’accesso ai siti porno e l’eliminazione dei separè che garantiscono la privacy degli utenti durante l’ utilizzo dei terminali. Il risultato è stato un crollo del 40% degli introiti di tutti i cybercafè e la conseguente chiusura di molti di essi. C’è da specificare che nei paesi musulmani i cybercafè rappresentano l’ unico modo per i ceti più svantaggiati economicamente di accedere a Internet. Ma l’uso di Internet non si limita esclusivamente a questo. Per ironia della sorte, infatti, la rete globale è diventata un utilissimo strumento per diffondere idee di vario genere. Quest’uso ecumenico di Internet è utilizzato soprattutto per l’ Ijtihad. Esso letteralmente significa esercizio di interpretazione del Corano e serve come consultazione fra tutti i fedeli musulmani in tutto il globo oppure è utile alle autorità religiose per proclamare delle fatwa, ossia decreti con tanto di ampi database facilmente consultabili da fedeli e studiosi. Alcuni considerano l’Ijtihad uno strumento per spalancare all’ Islam più tradizionale le porte di interpretazioni alternative e quindi più moderne. Per altri invece, l’ Ijtihad non sarebbe altro che un ulteriore mezzo portatore di confusione in un mondo già fin troppo frastagliato e costellato di innumerevoli scuole, ognuna con i propri principi. Un altro importante e interessante esempio di utilizzo di Internet all’ interno del mondo islamico è fornito dall’ esperienza delle donne musulmane. Per esse la rete globale rappresenta un mezzo di libertà non indifferente. Infatti, esse sono libere di confrontarsi liberamente su qualsiasi argomento anche con uomini, perché in una chat nessuno può conoscere realmente il proprio sesso. Le differenze dell’Islam e del mondo arabo, come già accennato in precedenza, sono innumerevoli, ma sono il riflesso fisiologico di un processo di modernizzazione ed integrazione di un intero popolo, comunque sempre fiero delle proprie origini. Dal momento in cui i musulmani si sentiranno capiti e soprattutto rispettati, l’approccio alla realtà occidentale sarà positivo e di collaborazione, viceversa, se questo non si verificherà, attendiamoci ancora molti anni di incomprensioni e conseguenti scontri frontali.

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