25 marzo 2010

Istantanee di un allarme

لقطات إنذار

Un resoconto sulla situazione delle carceri italiane e sulla condizione degli stranieri detenuti: numeri, reati commessi, le pene alternative possibili e le violenze subite.

تقرير عن الوضع في السجون الإيطالية وعن ظروف المعتقلين الأجانب: أعداد المساجين والجرائم المقترفة والعقوبات البديلة واستخدام العنف.

Nelle carceri italiane ci sono 23.530 detenuti stranieri (37,1% del totale), provenienti in gran parte dal Marocco, Romania, Albania e Tunisia. Secondo i dati DAP (dipartimento amministrazione penitenziaria) il 73,4 % di questi sono in attesa del processo. I detenuti italiani nella stessa condizione sono invece il 48,6 % del totale. La custodia cautelare, cioé il carcere, può essere applicata per uno o più dei tre motivi: pericolo di inquinamento delle prove, rischio di fuga e di reiterazione del reato. Gli stranieri, di fatto, hanno molta più probabilità di finire in carcere, anche per la mancanza di un’abitazione “dove poter essere messi agli arresti domiciliari” e per la minore possibilità di ricorrere a un avvocato (Antigone, VI rapporto sulle condizioni di detenzione). In altri termini, gli immigrati rischiano in percentuale maggiore di finire e rimanere dietro le sbarre, senza aver commesso nulla.

I reati

Quali sono i reati più diffusi tra gli stranieri? In gran parte spaccio, lesioni, furti e reati “tipici” degli stranieri (ad esempio reati contro la pubblica amministrazione, o la legge immigrati). Sono condannati per associazione di stampo mafioso solo lo 0,2% degli stranieri, contro il 3,9% degli italiani. E va segnalato, inoltre, come il carcere sia “sempre più utilizzato come luogo di fermo per le identificazioni” (Antigone, VI rapporto). Ma chi sono quindi gli immigrati che sono in carcere? Rappresentano un’emergenza in quanto stranieri, o in quanto soggetti marginali? Sappiamo per certo che nascere e crescere in determinate situazioni sociali aumenta le probabilità di ritrovarsi ai limiti della legalità. Gli immigrati non hanno come situazione difficile il quartiere o la città, bensì una posizione giuridica discriminante. E se si permette ad una categoria di persone di scivolare nel basso della scala sociale, è anche presumibile che dalla profondità di quel fosso gli ambienti illegali risultino più accessibili.

Pene alternative

La sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite del 27/4/2006 n 14500 ha messo fine ad una diatriba che andava avanti da tempo. Prima di questa sentenza, infatti, i pareri sulla concessione di pene alternative agli stranieri, da molti considerate incompatibili con la condizione dell’immigrato entrato illegalmente in Italia o privo di permesso di soggiorno, erano discordanti. Le condizioni per accedere a alle pene alternative sono buona condotta, domicilio fisso ed un posto di lavoro ottenuto prima di aver commesso il reato. Requisiti difficili per un immigrato, che molto spesso soffre anche di “difficoltà linguistiche solo in pochi casi arginate (…) dell’assenza di una rete familiare e amicale presente attraverso la modalità dei colloqui” (Antigone, VI rapporto). Paolo Oddi, avvocato immigrazionista di Milano, mi specifica che anche quando rieducati, “all’ atto della scarcerazione vengono raggiunti da decreto prefettizio di espulsione e da decreto questorile di trattenimento, vedendosi dunque privare in via amministrativa della propria libertà personale (trattenimento nei CIE) per l’ulteriore tempo finalizzato al rimpatrio coatto”.

Violenze

Parlando invece di soprusi, basti guardare i recenti fatti di cronaca per rendersi conto che maltrattamenti disumani possono essere riservati a chiunque.

Le somme

Osservando questi dati emerge da un lato un totale abbandono sociale degli immigrati, dall’altro dei diritti applicati con due pesi e due misure. Guardando la TV, però, sembra impossibile non farsi (implicitamente) l’opinione che l’immigrazione sia un affare molto più grave della mafia, che paralizza buona parte del Paese. Ma quali sono le nostre vere emergenze? E se un problema immigrazione esiste, quali esempi abbiamo in cui la criminalizzazione, la discriminazione di un’intera categoria abbia risolto qualcosa? Nessuno. Per questo sarebbe ora di intraprendere altre strade. La prevenzione, l’integrazione, per dirne due.

هنالك 23.530 سجين أجنبي في السجون الإيطالية (%37.1 من إجمالي عدد السجناء) وأكثرهم من المغرب ورومانيا و ألبانيا وتونس. وفقاً للبيانات الصادرة عن مديرية إدارة السجون فإن %73،4 منهم ينتظرون المحاكمة. أما السجناء الإيطاليون الذين ينتظرون المحاكمة فهم %48،6 من إجمالي عدد السجناء. التلاعب بالأدلة والهروب من السجن والعودة لارتكاب الجريمة، هي الأسباب الثلاثة لتمديد الاعتقال لكن في الواقع فإن احتمال تمديد مدة الاعتقال، والسجن على ذمة التحقيق، يطال الأجانب بنسبة أكبر، ذلك لعدم وجود ما يكفل بتأكيد بقاء الأجانب تحت الإقامة الجبرية خارج السجن، وقلة قدرتهم على الدفاع عن أنفسهم بشكل صائب (أنتغون: التقرير السادس حول ظروف الاحتجاز). بعبارة أخرى فإن نسبة المهاجرين الذين من المحتمل أن ينفقوا يوماً أو شهراً في السجن دون ارتكابهم أي جرم هي أعلى من نسبة غيرهم.

الجرائم

ما الجرائم المنسوبة إليهم؟!. معظمها تعد بسيطة [يقصد الكاتب هنا الجرائم التي لا تصل خطورتها حد المساس بالأمن الوطني] (تجارة المخدرات والمشاجرات والسرقة والجرائم التي تنسب فقط للأجانب ـ أي ضد الإدارة العامة، قانون الهجرة). أما نسبتهم في تهم ارتكاب جرائم المافيا وتكوين العصابات فهي 0.2 ٪ فقط مقابل 3.9 ٪ من الايطاليين (المقارنة ضمن السجناء فقط). ومن الجدير بالذكر، علاوة على ذلك، هو أن السجن يستخدم أكثر فأكثر بوصفه مكاناً للاحتجاز حتى تتم تحديد الهوية (أنتيغون، التقرير السادس). إذاً من هم هؤلاء المهاجرين؟. هل يمثلون حالة طارئة بحكم كونهم أجانبا أو بحكم اعتبارهم هامشيين؟ نأخذ على سبيل المثال إيطاليا. نحن نعلم أن الولادة والترعرع في حالات اجتماعية معينة تزيد من احتمال صعوبة العثور على حدود للقانون. الصعوبات التي يواجهها المهاجرون ليست في المدينة أو في الحي الذي يعيشون فيه بل في وضعهم القانوني المضطهد. وإذا كان يسمح لمجموعة من الناس بالانزلاق في أسفل السلم الاجتماعي فمن المفترض أيضا توقع سهولة دخول ما يسمى “غير الشرعيين” في أخر هذا السلم.

عقوبات بديلة محكمة النقض العليا (في الأقسام المتحدة من 27/4/2006 قسم 14500) وضعت حدا للجدال الذي استمر لفترةٍ طويلة. وفعلاً قبل وضع هذا الحد كانت هناك آراء متضاربة بشأن منح عقوبات بديلة للأسرى الأجانب، حيث رأى الكثيرون أنها لا تتفق مع هجرة الأجانب غير الشرعية في إيطاليا أو الذين وجدوا دون إقامة صالحة. أما الشروط اللازمة للحصول على هذه التدابير(إقامة صالحة .. إلخ) فهي بالإضافة إلى السلوك الجيد فانه ينبغي توفر سكن وعرض عمل مسبق. هذه الشروط تشكل صعوبة للمهاجر الذي في أغلب الأحيان لا يجيد اللغة الإيطالية ويعاني من عدم وجود شبكات اجتماعية كالعائلة والأصدقاء (أنتيغون، التقرير السادس). و ذكر المحامي باولو أودي في ميلانو أنه حتى حينما يعاد تأديب المهاجرين، عند الإفراج عنهم، فانه يلحق بهم عقوبات كالطرد بموجب مرسوم ما أو الاعتقال، وبالتالي يجدون أنفسهم محرومين من حريتهم (يوضعون في هيئة الامتحانات الدولية المتابعة للاعتقال لمزيدٍ من الوقت والهدف من ذلك هو ترحيلهم قسرا).

العنف مجرد إلقاء نظرة على الصحف و التقارير الإعلامية ندرك ان اللجوء إلى العنف والمعاملة اللا إنسانية أصبح ممكنا لأي شخص أن يتعرض له.

الإحصائية كل هذه الأرقام تجعلنا نرى انه هناك من جهة، تجاهل كلي من ناحية اندماج المهاجرين ومن جهة أخرى هناك حقوق تطبق بشروط. ولكن متابعة الإعلام المرئي تجبرنا على التفكير بشكل غير مباشر بأن قضية المهاجرين تبدو أخطر من قضية المافيا التي شلت معظم أنحاء البلاد. إذاً ما هي حالات الطوارئ الحقيقية؟، وإذا ما كانت هناك مشكلة هجرة فما هي الأمثلة التي تثبت لنا ما إذا كان التجريم والتمييز لفئة كاملة كان قد حل أي مشكلة؟. لا شي. لهذا السبب حان الوقت لاتخاذ سبل أخرى. الوقاية و الاندماج على سبيل المثال.

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