In Tunisia giovani laureati e disoccupati, con l’ausilio importante del sindacato dei lavoratori sono scesi in piazza per protestare contro il governo e con un sit-in di protesta e ci sono già stati due morti durante gli scontri con le forze dell’ordine.
في تونس، نزل شباب من الخريجين والعاطلين بمساندة هامة من نقابة العمال، إلى الشوارع في اعتصام احتجاجاً ضد الحكومة وتوفي شخصان في اشتباكات مع قوات الأمن.
Il paese è allo sbando e le sacche di povertà dell’entroterra come Sidi Bouzid, Sfax, Biserta e Kairouran molto lontane dalle ricchezze del turismo costiero sono oramai allo sbando. Questa protesta è già stata denominata la rivolta della baguette, ossia il pane che la gente necessita per sopravvivere. Il tasso di disoccupazione tunisino ha raggiunto livelli incredibili, secondo il governo solo al 14% mentre nella realtà tocca anche il 70% fra le giovani classi di laureati. Il regime ha infatti esclusivamente incoraggiato i giovani ad emigrare all’estero in cerca di fortuna. In media sono emigrati circa 30mila individui l’anno sotto i 25 anni e altamente qualificati su un paese di soli 10 milioni di abitanti. Ma ora, come bene sappiamo, l’Europa sta sempre più chiudendo le sue porte all’emigrazione e quindi per i giovani tunisini le prospettive non sono delle più rosee. Già da cinque anni la Banca Mondiale ha stigmatizzato la mancanza di sbocchi lavorativi per i giovani in Tunisia e oggi il paese nordafricano sembra raccogliere i frutti di tutto ciò. Tutto ha avuto inizio il 17 dicembre quando un venditore di frutta ambulante di 26 anni di nome Muhammad Buazizi, stremato dalla combinazione di prezzi al rialzo e stipendio da fame si è dato fuoco dopo che la polizia gli ha sequestrato il suo bancone di frutta e verdura privo di autorizzazione dopo averlo schiaffeggiato. Il 20 dicembre un altro povero sfrotunato si è suicidato in circostanze analoghe impiccandosi a un palo della luce. A tutt’oggi la rivolta infiamma e ha raggiunto anche Tunisi e a poco servono le parole del presidente Ben Ali che condanna senza riserve “la violenza inaccettabile di una minoranza di estremisti”.
تعيش البلاد في حالة من الفوضى والفقر، ولاسيما في العديد من المدن مثل سيدي بوزيد وصفاقس وبنزرت والقيروان، مدن بعيدة كل البعد عن ثروات السياحة الساحلية. وقد عُرف هذا الاحتجاج بثورة الخبز؛ نظراً لأن الخبز هو أبسط ما يحتاجه الناس للبقاء على قيد الحياة. وقد بلغ معدل البطالة في تونس مستويات لا يمكن تخيلها، فوفقا لتقديرات الحكومة تمثل البطالة فقط 14 ٪ من الخريجين، بينما تمثل في واقع الأمر 70 ٪. وكل ما فعلته الحكومة هو تشجيع الشباب على الهجرة بحثا عن الثروة. وبلغ متوسط من هاجر تحت سن الخامسة والعشرين حوالي 30 ألف وهم من خيرة شباب المدن التي لا يزيد عدد سكان الواحدة منها عن 10 مليون نسمة. لكن الآن، كما نعرف جيدا، أوروبا تغلق أبوابها بشكل متزايد أمام الهجرة، ومن ثم فالمستقبل ليس وردياً أمام الشباب التونسي. منذ خمس سنوات انتقد البنك الدولي انعدام فرص العمل للشباب في تونس واليوم تجني الدولة التي تقع بشمال أفريقيا ثمار هذا. بدأ كل شيء في 17 ديسمبر عندما قام بائع فاكهة متجول يُدعى محمد بوعزيز ويبلغ من العمر 26 سنة، أرهقته الأسعار المرتفعة والمرتب الذي لا يغني من جوع، بإطلاق النار على نفسه بعد أن صادرت الشرطة الفواكه والخضروات لعدم وجود ترخيص بعد أن صفعوه.وفي 20 ديسمبر أنتحر أحد الفقراء البائسين بشنق نفسه في ظروف مشابهة معلقاً نفسه بأحد أعمدة الإنارة. على الجانب الآخر اشتعلت الآن ثورة الخبز ووصلت إلى تونس، ولم تفعل شيئا كلمات الرئيس زين العابدين بن علي، الذي أدان بلا تحفظ “العنف غير المقبول من أقلية متطرفين”.