29 ottobre 2013

La Svezia, l’ultimo eldorado

السويد، آخر الجِنان

La meta ultima dei migranti che si imbarcano dalle coste a sud del Mediterraneo verso l’Europa è diventata la Svezia

أصبحت السويد الوجهة الأخيرة للمهاجرين الذين يفدون من السواحل الجنوبية للبحر المتوسط للوصول إلى أوروبا.

Il Times of Malta del 22 ottobre ha pubblicato la testimonianza di alcune famiglie di siriani scampati all’ ultimo naufragio a largo delle coste maltesi. Le famiglie hanno atteso per mesi di potersi imbarcare verso l’Europa dalla Libia dopo che l’Ambasciata svedese a Tripoli ha negato loro il visto incitandoli però a raggiungere il paese dove avrebbero di sicuro ottenuto lo status. Parla il sig. Hassan, siriano di 47 anni, superstite con la moglie e i suoi tre figli. Descrive la tragica fine di centinaia di persone che viaggiavano con lui in un’imbarcazione colpita a più riprese da colpi di arma da fuoco di provenienza libica e che dopo aver navigato per ore ha avuto problemi al motore e si è inabissata. Il sig. Hassan ha visto morire decine di famiglie. Ora alloggia con la sua famiglia nel centro di accoglienza di Hal Far. Non ha presentato domanda di asilo perché non ha ancora le idee chiare su cosa fare in futuro. Chiede solo che l’Unione europea aiuti le autorità nazionali che si trovano ad affrontare gli arrivi e a facilitare il rilascio di documenti per poter viaggiare verso la destinazione ultima. Nel suo caso la Svezia.
E’ evidente dunque che la maggior parte dei richiedenti asilo non vuole rimanere in Italia, né a Malta, né tantomeno in Grecia che rappresentano solo tappe fortuite del viaggio. Il sistema di accoglienza italiano è talmente degradante che non alletta nessuno. La maggior parte dei migranti vuole arrivare nei paesi del nord Europa dove il sistema di accoglienza è più dignitoso e adeguato. Ecco perché non vogliono sottoporsi al fotosegnalamento. Sarebbe opportuno dunque rivedere il regolamento di Dublino e permettere al richiedente asilo di poter scegliere il paese in cui richiedere asilo.
Altra soluzione sarebbe attivare un sistema integrato e potenziare le agenzie preposte, agenzie ONU, consolati e ambasciate già nei paesi di origine per facilitare l’analisi dei casi di richiedenti asilo prima che possano affrontare viaggi terribili e spesso fallimentari. Il richiedente asilo deve poter entrare in Europa già con un documento di viaggio internazionale o con un permesso per protezione internazionale. Ma solo pochi riescono ad entrare così la maggior parte tenta di fare richiesta una volta entrato in Europa.
Nell’immediato, la realizzazione di un corridoio umanitario per il quale si sta mobilitando gran parte della società civile, iniziativa coordinata da Meltingpot Europa, potrebbe essere un primo passo verso l’implementazione del diritto d’asilo europeo.
http://www.meltingpot.org/Appeal-for-the-opening-of-a-humanitarian-corridor-for-the.html#.UmecufnIZe4

نشرت صحيفة التايمز في عددها الصادر في مالتا بتاريخ 22 تشرين الأول/أكتوبر شهادة بعض الأُسر السورية التي نجت من آخر حوادث غرق المهاجرين غير الشرعيين قبالة سواحل مالطة. انتظرت هذه الأسر لشهورٍ حتى تتمكن من العبور إلى أوروبا من خلال ليبيا بعد أن رفضت السفارة السويدية في طرابلس منحهم تأشيرات الدخول إلى أوروبا، مما دفعهم إلى محاولة الذهاب إلى البلد نفسها (السويد) معتقدين أنهم إذا تمكنوا من ذلك سيُمنَحون حق اللجوء وسيُقَنَّن وضعهم. تحدث إلينا السيد حسن، وهو سوري يبلغ من العمر 47 عامًا، وهو أحد الذين تمكنوا من النجاة مع زوجته وأبنائه الثلاثة. وصف لنا النهاية المأساوية لمئات الأشخاص الذين كانوا مسافرين معه على متن نفس القارب الذي تعرض عدة مرات لطلقات نارية ليبية، والذي بعد أن أبحر لعدة ساعات تعرض لمشكلة في المحرك ومن ثم غرق. شهد السيد حسن بأم عينيه وفاة عشرات الأُسر. والآن يسكن مع أسرته في مركز استقبال Hal Far. لم يتقدم بطلب اللجوء نظرًا لأنه ليس لديه تصورًا واضحًا عما يمكن أن يقوم به في المستقبل. جُلَّ ما يطلبه هو أن يقوم الاتحاد الأوروبي بمساعدة السلطات الوطنية في مواجهة الموجات المتدفقة للهجرة غير الشرعية، وتسهيل استصدار المستندات اللازمة للتمكن من السفر وبلوغ الوجهة النهائية، التي في حالته هي السويد.
من الواضح إذا أن غالبية طالبي اللجوء لا ترغب في البقاء في إيطاليا أو مالطا أو اليونان، حيث أنها كلها تمثل محطات عرضية للرحلة. نظام الاستقبال الإيطالي مهين بدرجة كافية كي لا يغري أحدًا. يتمنى أغلب المهاجرين الوصول إلى بلدان شمال أوروبا حيث أن نظام الاستقبال هناك أكثر كرامةً وملائمةً. لهذا السبب يرفضون أن يتم التقاط صورًا لهم وحفظها في الملف الخاص بهم. يبدو إذًا أننا في حاجة إلى إعادة النظر في “لوائح اتفاقية دبلن” والسماح لطالبي اللجوء باختيار البلد الذين يرغبون اللجوء إليه.
هناك حل آخر يكمن في تفعيل نظام متكامل ودعم الوكالات المختصة، ووكالات الأمم المتحدة، والقنصليات، والسفارات في البلدان الأصلية للمهاجرين، وذلك لتسهيل تحليل حالات طالبي اللجوء قبل أن يدفعوا بأنفسهم لمواجهة رحلات سفر مليئة بالأهوال غالبًا ما تفشل في بلوغ وجهتها. ينبغي أن يدخل طالب اللجوء أوروبا من خلال مستند سفر دولي أو تصريح يفيد حصوله على الحماية الدولية. لكن قليلين جدًّا يتمكنون من الدخول إلى أوروبا، لذلك فإن الغالبية العظمة تحاول التقدم بالطلب فور دخولها أوروبا.
في المستقبل القريب، إنشاء ممر إنساني - الذي من أجله يتم الآن تعبئة جزء كبير من المجتمع المدني، وهي مبادرة بتنسيق من Meltingpot Europa (قدر الصهر، وهو استعارة لمجتمع يضم عناصرًا مختلفةً تنصهر معًا في وحدة متناغمة لها ثقافة موحدة) - يمكن أن يكون خطوةً أولى نحو تنفيذ حق اللجوء في أوروبا.
http://www.meltingpot.org/Appeal-for-the-opening-of-a-humanitarian-corridor-for-the.html#.UmecufnIZe4

blog comments powered by Disqus