di Simba Russeau
IL CAIRO - Nelle rivolte propagatesi in tutto il medio oriente e nel nord Africa, le donne arabe stanno distruggendo i miti dei media occidentali che le dipingono impotenti e ridotte in schiavitù.
القاهرة – في خضم الثورات التي يشهدها الشرق الأوسط بأكمله، أثبتت المرأة العربية زيف ادعاءات وسائل الإعلام الغربية التي تصورها كمخلوق ضعيف، خاضع للعبودية.
Dalla Tunisia all’Egitto, allo Yemen al Marocco, le donne sono state in prima linea nelle rivoluzioni della primavera araba.
Le donne yemenite, che rappresentano un terzo delle migliaia di manifestanti anti-governativi che chiedono la fine alla dittatura trentennale Ali Abdullah Saleh, stanno rompendo tradizioni secolari.
“Provengo da una famiglia conservatrice, ma mia nonna aveva più libertà di me nel modo di vestirsi o di parlare e interagire con gli uomini”, dice Samia al-Haddad, Program Officer dei diritti umani per l’Organizzazione yemenita per lo sviluppo e la riabilitazione, in una intervista con Aljarida.
Secondo al-Haddad, i diritti delle donne vennero soffocato dopo gli anni ‘80.
“Se guardi i filmati e il video provenienti dallo Yemen vedrai le donne velate di nero. Questa non era l’immagine della donna negli anni ‘80, prima dell’espansione dei movimenti salafiti wahabiti provenienti dall’Arabia Saudita”.
Hibaaq Osman, somala, è l’amministratore delegato e fondatrice di Karama (http://www.el-karama.org). Lei dice che i media occidentali sono rimasti scioccati nel vedere le donne in strada, a voce alta protestando per la democrazia, camminando fianco a fianco con gli uomini per una causa unitaria: una riforma politica e la parità di diritti.
“Dovete capire la psicologia dei media occidentali. Vogliono vedere una donna debole, mite e coperta”, ha detto Osman a Aljarida.
Secondo Osman, è ora che l’Occidente si guardi, prima di puntare il dito.
“In Francia ci sono voluti un giorno o due per partorire una legge contro il niqab, ma quanto tempo ci vorrà per fare una legge che sostenga, formi, dia posti di lavoro ed elevi economicamente gli immigrati che vivono nel loro paese? E’ facile puntare il dito contro il mondo musulmano e su come sono trattate le donne, mentre la Chiesa cattolica continua ad avere grossi problemi sui contraccettivi e non riesce a decidere quanto una donna abbia diritto sul suo proprio corpo”.
Membro fondatore dell’Unione per l’azione femminile in Marocco (www.uaf.ma), Fatima Outaleb, dice che i media occidentali hanno ignorato il fatto che le donne arabe sono sempre state al centro delle rivoluzioni nella regione in quanto leader, strateghe, sensibilizzatrici o mobilizzatrici sui blog o su Facebook.
“Chi può negare la presenza di donne che trascinano uomini a supportarle nel grido del loro slogan? Può essere una donna velata. Donna ma leader. Quindi, come possiamo affermare che le donne sono assenti? Non lo sono mai state perché sono parte della società “, aggiunge Outaleb.
Le donne hanno fatto passi avanti nella politica araba negli ultimi anni. Nel 2005 il 6,5% dei parlamentari nel mondo arabo era donna, rispetto a quasi il4% nel 2000. In Tunisia, quasi il 23% dei membri del Parlamento erano donne.
Seppur le voci delle donne non siano mai state silenziose, ora stanno chiedendo di essere ascoltate.
ومن تونس إلى مصر واليمن والمغرب كانت المرأة في مقدمة صفوف المشاركين في ثورات الربيع العربي. فالمرأة اليمنية التي مثلت الثلث بين الآلاف المتظاهرة ضد الحكومة، والمطالبة بنهاية ديكتاتورية علي صالح التي دامت ثلاثين عاماً، قد تخطَّت الأعراف المتبعة منذ قرون.
تقول سامية الحداد - مديرة برامج حقوق الإنسان بالمنظمة اليمنية للتطوير وإعادة التأهيل، في لقاء مع الجريدة: “أنا من أسرة محافظة، لكن جدتي كانت تحظى بقدر من الحرية أكبر من الذي أحظى به في طريقة الملبس والكلام والتعامل مع الرجال.” ترى سامية الحداد أن حقوق المرأة قد تم طمسها بعد الثمانينيات، فإذا شاهدت الأفلام والفيديوهات التي تعرض في الفترة الأخيرة باليمن فإنك تجد النساء يرتدين زيّاً أسود اللون، وهذه لم تكن صورة المرأة في الثمانينيات، قبل انتشار الحركات السلفية الوهابية القادمة من السعودية.
هبة عثمان سولامة هي المديرة المفوضة والمؤسسة لـ “إلكرامة” (http://www.el-karama.org). تقول: إن الإعلام الغربي قد صدم عند رؤية المرأة العربية في الشارع، وهي تصرخ بصوت مرتفعٍ، ثائرة من أجل الديمقراطية، سائرة جنباً إلى جنب مع الرجل، تجمعهم وحدة القضية والرغبة في الإصلاح السياسي والمساواة في الحقوق. وفي حوار لها مع الجريدة تقول: “يجب أن تستوعبوا نفسية الإعلام الغربي، فهم يريدون رؤية مرأة ضعيفة، خجولة، مغطاة”. ترى أنه قد حان الوقت لأن يتحقق الغرب جيداً قبل أن يشير بأصابعه: “ففي فرنسا استغرق الأمر يوماً أو يومين لاستصدار قانون ضد النقاب، لكن تُرى كم من الوقت يلزم لاستصدار قانون يدعمنا ويصحح المسار ويسمح للمهاجرين الذين يعيشون هناك بالعمل وبالرقي المادي؟ من السهل أن توجَّه أصابع الإتهام ضد العالم الإسلامي وكيف تُعامل المرأة فيه، بينما لازالت تواجه الكنيسة الكاثوليكية مشكلات خطيرة حول مواضيع محل خلاف. ولم تنجح حتى الآن في إقرار ما إذا كان للمرأة الحق في جسدها”.
تقول فاطمة أبو طالب - عضو مؤسس باتحاد الحركة الإنسانية في المغرب - أن وسائل الإعلام الغربية تتجاهل مشاركة المرأة العربية في ثورات الإقليم سواء باعتبارها قائدة ومحفزة ومشجعة للثورات، في المنتديات وعلى الفيس بوك. وتضيف: “من يستطيع أن ينكر وجود المرأة التي دفعت الرجل لمؤازرتها في هتافها وندائها بالشعارات؟ وربما تكون مرأة محجبة. مرأة، ولكنها قائدة. وبالتالي كيف يتسنى لنا أن نؤكد غياب المرأة؟ فالمرأة لم تكن أبداً غائبة لأنها جزء من المجتمع”.
لقد أخذت المرأة خطوات إلى الأمام في السياسة العربية في السنوات الأخيرة. وفي عام 2005 بلغت نسبة تمثيل المرأة في البرلمانات 6.5% مقابل 4% في عام 2002. وفي تونس، وصلت نسبة النساء في البرلمان 23%.
صوت المرأة لم يكن أبداً غائباً، واليوم تطالب بأن تكون مسموعة.