4 giugno 2008

E’ stata adottata, il 30 maggio, la convenzione per la messa al bando delle bombe a grappolo dall’assemblea dei rappresentanti di 109 paesi a Dublino.

Ma che cosa sono queste bombe a grappolo?

Le munizioni a grappolo o bombe a grappolo sono bombe lanciate da aerei, che contengono centinaia di piccole “bombette” le quali, all’esplosione dell’ordigno, vengono scagliate a distanza e si sparpagliano sul territorio. Il tipo più comune è progettato per uccidere i nemici e distruggere i veicoli. Le bombette sono studiate per distruggere piste di atterraggio, linee elettriche, liberare sostanze chimiche o biologiche o disseminare mine. Il problema è che queste mini-bombe si attivano successivamente all’apertura del missile, dopo un certo numero di scosse o rotazioni. Una volta innescate, basta un leggero tocco a farle esplodere. Migliaia, a volte milioni di ordigni, rimangono quindi a terra, inesplosi. Alcuni attivi, altri che si attiveranno alla prima pioggia, al primo tentativo di sminamento dei contadini, una volta che tonana noi loro campi, all’ennesimo calcio dato a queste “palline arancioni” dal gruppo di ragazzi che passa di li per primo.Essendo lasciate cadere casulamente, nessuno è in grado di fornire la loro posizione precisa. Intere fette di Mondo devono essere setacciate da militari sminatori, centimetro per centimetro, prima di essere considerate definitivamente sicure. Alcune bombe a grappolo non sparpagliano bombette ma materiale non bellico, come ad esempio volantini, utilizzate nelle guerre politacally correct per avvertire le popolazioni delle grandi città di un imminente bombardamento a tappeto

Questo tipo di arma è utilizzato dalla seconda guerra mondiale. I primi a testarle sono stati i tedeschi. Durante la guerra segreta in Laos, da parte degli Stati Uniti, tra il ‘64 e il ‘73 sono state lanciate oltre 270 milioni bombe a grappolo. Ad oggi è stato ripulito l’1% del territorio. Cifre analoghe per il Vietnam. Nell’ultimo conflitto in Libano sono state lanciate oltre 4 milioni di bombe a grappolo. 1,2 per abitante. Altre 10.000 in Iraq. E altre ancora nel Sahara occidentale, in Sudan, in Cecenia, in Kossovo, in Afghanistran, in Angola. Oltre 70 conflitti sono caratterizzati dall’uso di questo tipo di bombe. Dove sono queste bombe ora? Saranno attive? Avranno bonificato le terre? Che ne dite: proviamo a fare un pic-nic in un bosco fuori Pristina? O sulle spiagge di Naqurah?

Dal 30 Maggio 2008, 109 paesi si impegnano a non produrre e non utilizzare più questo tipo di armi durante gli scontri bellici. Purtroppo non siamo riusciti a coinvolgere i maggiori produttori: Usa, Russia, Cina, Israele, India e Pakistan.

Una (parziale) vittoria per la societa’ civile. Di tutto il mondo.

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