16 dicembre 2013

Il 25 novembre scorso, in occasione della giornata internazionale della lotta contro le violenze perpetrate alle donne, è stato presentato, presso la Biblioteca Nazionale di Rabat, uno studio inedito sugli stereotipi di genere in Marocco.

Il 25 novembre scorso, in occasione della giornata internazionale della lotta contro le violenze perpetrate alle donne, è stato presentato, presso la Biblioteca Nazionale di Rabat, uno studio inedito sugli stereotipi di genere in Marocco. La ricerca è stata ideata dalla ong italiana ProgettoMondo Mlal, cofinanziato dall’Unione europea, in partenariato con Amnesty International Marocco e l’Unione nazionale delle donne marocchine e realizzata da Fatima Bakass, demografa e Kamal Mellakh, sociologo. Lo studio è parte di un progetto più ampio dal titolo “La forza delle donne”, che ha come obiettivo il miglioramento della capacità istituzionale di messa in rete, di promuovere un’informazione e una partecipazione effettiva delle organizzazioni della società civile che militano per i diritti delle donne. Il progetto interessa le provincie di Beni Mellal, Khouribga, Rabat, Meknès e Casablanca. Il dibattito che è seguito ha sottolineato la necessità di avviare azioni di advocacy e sensibilizzazione sul tema per reindirizzare la comunicazione rispetto al tema e rimettere in discussione l’immagine stereotipata della donna nella società marocchina. Lo studio mostra che nell’immaginario collettivo popolare, gli uomini e le donne sono spesso rappresentanti in modo stereotipato, sottolineando che questa percezione si declina secondo un’immagine positiva per i primi e negativa per le seconde. I termini abituali designano la forza secondo una connotazione prettamente maschile laddove la debolezza è femminile. L’uomo è capace di gestire i sentimenti laddove la donna cede all’emotività. L’uomo è rappresentato come il capofamiglia e la donna è concepita per la sua capacità riproduttiva. Lo studio mostra come siano anche e soprattutto le donne, seppur riconoscendo il diritto alle pari opportunità, ad essere legata ad un concetto di genere estremamente stereotipato. Quanto alle raccomandazioni finali, lo studio mostra la necessità di elaborare una guida pratica indirizzata ai diversi interlocutori che operano nel settore dello sviluppo per elaborare delle misure che puntino alla formazione delle donne e alla loro integrazione nello spazio pubblico spesso ad esclusivo appannaggio maschile.

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