5 agosto 2011

Il 3 Agosto gli egiziani hanno assistito ad un evento da lungo atteso: il processo al loro ex- presidente Hosny Mubarak. Le parole “Ana mawgod, ya Fendim” (Presente, Sua Eccellenza) che il dittatore deposto ha pronunciato in tribunale, sono gia’ entrate nella parlata popolare: nessuno, infatti, immaginava di poter vedere il temutissimo rais pronunciarle.

Il processo, che si e’ tenuto proprio nell’Accademia di Polizia che una volta portava il nome dell’ex-uomo piu’ potente del paese, e’ stato seguito in tv da milioni di persone, in Egitto e nel mondo. Erano presenti circa 150 avvocati, che hanno mosso all’imputato Mubarak le accuse piu’ disparate: un avvocato ha addirittura chiesto l’esame del DNA, sostenendo che l’uomo disteso sul lettino d’ospedale dietro le sbarre non fosse veramente l’83enne che fino a pochi mesi fa guidava il paese, ma un suo sosia in carica dal 2005, a seguito di un complotto “sionista e americano”.

La grande maggioranza delle accuse, invece, riguarda l’uccisione dei manifestanti durante la rivolta di Gennaio, e la vendita di gas naturale ad Israele ad un prezzo di molto inferiore a quello di mercato.

Nonostante il giubilo della maggioranza della popolazione, non sono mancati gli scontri fuori dalla sede del processo, dove sostenitori del vecchio regime hanno ingaggiato una sassaiola contro i famigliari dei “martiri” e gli oppositori. La polizia e l’esercito sono stati a guardare, e alcuni militari sono stati addirittura colti a salutare calorosamente gli imputati – tra cui figuravano anche i due figli dell’ex presidente (‘Alaa e Gamal) e l’ex Ministro dell’Interno (Habib El Adly) con sei dei suoi collaboratori. Il businessman Hussein Salem, invece, era assente dal banco degli imputati.

La seduta, dopo la presentazione delle accuse, e’ stata aggiornata al 15 Agosto.

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