Naji Salim al-Ali (1938 – 1987) era un fumettista palestinese, noto per il criticismo verso il conflitto arabo/israeliano manifestato nei suoi lavori. Nelle sue oltre 40.000 vignette sarcastiche e affilate ha rappresentato l’opinione diffusa verso i leader e le politiche arabe.
ناجي سالم العلي (1987 1938) رسام كاريكاتير فلسطيني، عُرف بانتقاداته للصراع العربي / الإسرائيلي من خلال أعماله. استطاع أن يمثل الرأي العام تجاه القادة والسياسات العربية فى رسوماته الساخرة الحادة التى تزيد على 40000 عمل.
Il suo personaggio più famoso è indubbiamente Handala, oggi diventato un’icona della resistenza palestinese. Ha vissuto sulla propria pelle la cacciata del ‘48 e le sofferenze nei campi rifugiati di Ain el Helwe e Chatila, in Libano. Naji morì nel 1987 dopo cinque settimane di agonia, a causa una pallottola sparatagli in faccia.
Handala è un ragazzo di dieci anni, apparso per la prima volta sul giornale Al-Siyasa in Kuwait in 1969. Dal 1973 continua a dare le spalle a chi lo guarda, con le mani incrociate dietro la schiena. Ha dieci anni perché quella era l’età di Naji quando è stato costretto a lasciare la Palestina, e non crescerà finché non riuscirà a fare ritorno a casa. E’ girato di spalle e incrocia le mani perché è convinto che una soluzione possa arrivare solo dal di fuori. I suoi vestiti sono stracciati perché Handala è portavoce delle classi più povere.
Nelle ultime vignette, dopo anni di riflessioni, Handala inizia a darsi anche ad atti di violenza e vandalismo.
Handala è diventato la firma di Naji e l’icona della resistenza e dell’identità palestinese. “Per questo motivo”, ha detto Naji, “Handala non smetterà di esistere dopo di me, e forse non è esagerato dire che io continuerò a vivere in lui, dopo la mia morte”. La visione di Naji si è sicuramente realizzata.
“L’arte è la mia professione, il mio impegno. Rispetto agli altri mi ritengo fortunato, perchè almeno, attraverso le vignette, riesco a scaricare tutte le mie angosce. Gli altri, la maggior parte della gente, non ha neppure questo, loro assistono alle ingiustizie, ingoiano tutti i veleni e muoiono dalla rabbia e dal senso di impotenza! Spesso, tutto ciò che ruota attorno all’arte è circoscritto ad un ceto privilegiato e selezionato di interlocutori. Per me, invece, l’arte dev’essere di tutti e per tutti. Così ho scoperto la caricatura, come un canale di comunicazione,come un linguaggio comune fra me e la mia gente. La mia realtà, la loro realtà. La realtà che ci fa soffrire è sempre la stessa, per questo il nostro linguaggio deve essere semplice, senza ambiguità,deve stimolare la critica, l’autocritica, e suggerirci ciò che occorre fare.
Per questo, nelle mie vignette, non c’è molto spazio per leggere. Quando non trovo più un giornale che mi ospita, posso continuare a disegnare sulla spiaggia, sugli alberi o sul vento”
(liberamente tratto da un’intervista rilasciata da Naji Al-Ali al quotidiano “Annida’” del 4/7/’84).
حنضلة هو أشهر الشخصيات التى رسمها ناجي العلي بلا شك، وقد أصبح رمزاً للمقاومة الفلسطينية. عاش ناجي العلي طرد الفلسطينين من ديارهم عام 1948ومعاناتهم في مخيمات عين الحلوة و كاتاليا اللبنانى للاجئين. توفى ناجي عام 1987 بعد معاناة دامت لخمسة أسابيع بسبب إصابته بعيار ناري في وجهه.
حنضلة هو صبي فى العاشرة من عمره، ظهرت صورته لأول مرة على صفحات جريدة “السياسة” بالكويت عام 1969. وبدءاً من عام 1973 كان يظهر ويداه مكبلتان وراء ظهره. كان عمره عشر سنوات، أى نفس العمر الذى اضطر فيه ناجي إلى مغادرة فلسطين، ولن يكبر الطفل حنضلة إلا عندما يتمكن من العودة إلى وطنه. ظل يظهر من الخلف ويداه متقاطعتان، لأنه أصبح معتقداً أن الحل لن يأتى إلا من الخارج. ظهر حنضلة وملابسه ممزقة لأنه أصبح أنذاك المتحدث باسم الطبقات الفقيرة. وفي رسوماته الأخيرة، وبعد سنوات من التأمل، بدأ حنضلة يظهر فى صور لأعمال العنف والتخريب.
أصبح حنضلة توقيع ناجي ورمزاً للمقاومة والهوية الفلسطينية. يقول ناجي العلي: “لهذا السبب لن يُنسى حنضلة حتى بعد وفاتى. وربما لا أبالغ إذا قلتُ إنه أنا من سيعيش من خلاله, بعد وفاتى”. ولقد تحققت رؤية ناجي.
“الفن هو مهنتي، إلتزامي. ومقارنة بالآخرين، أعتقد أنني محظوظ، لأنى استطيع، على الأقل من خلال الرسوم، أن اتخلص من الضيق الذي بداخلي، أما الآخرين، الغالبية العظمى من الناس، فهم محرومين من هذا، وعليهم أن يتحملوا الظلم، ويزدردون السموم ويموتون بسبب الغضب والشعور بالعجز! في كثير من الأحيان، كل ما يدور حول الفن يقتصر على طبقة اجتماعية راقية و أناس مختارة. ومن وجه نظري فالفن يجب أن يكون من وإلى الجميع، هكذا كان إدراكي وفهمي للكاريكاتير: قناة اتصال، لغة مشتركة بيني وبين الناس، بين واقعى وواقعهم، هذا الواقع الذى يجعل كلانا يتألم. ولذا فمن الضرورى أن تكون لغة التعبير بسيطة, خالية من الغموض, محفزة للنقد، وللنقد الذاتي، ترشدنا إلى ما يجب القيام به.
ولذلك فإن رسوماتي الكاريكاترية لا تطلب الكثير من التأويل. وعندما لا أجد صحيفة تستضيفني، سأستمر في الرسم على الشواطئ، على الأشجار وحتى على الهواء. (ماخوذ من لقاء صحفي مع ناجي العلي بجريدة النداء 4/7/84).