20 maggio 2010

Recensione: il mare di mezzo ai tempi dei respingimenti

كتاب "البحر المتوسط في سنوات من الرفض"

Gabriele Del Grande, nel suo ultimo libro Il Mare di Mezzo edito da Infinito Edizioni, torna a raccontare le tragiche storie di coloro che tentano con ogni mezzo di raggiungere il sogno di una vita migliore in Europa e invece muoiono nell’indifferenza di molti. www.fortresseurope.com

يعود “غابرييل دل غراندي” في كتابه الأخير”البحر المتوسط” الصادر عن دار إنفينيتو للنشر، إلى القصص المأساوية، قصص أولئك الذين يحاولون بشتى السبل بلوغَ حلم الحياة الأفضل في أوروبا، وينتهون، على عكس ما تمنوا، بالموت المأساوي وسط لا مبالاة الكثيرين.

Tre anni di inchieste e lavoro sul campo per portare alla luce le storie di esseri umani morti in terribili naufragi al largo delle nostre coste. Tutto è memoria ma soprattutto purtroppo triste attualità. L’autore ha ripercorso le stesse rotte degli immigrati da una sponda all’altra del Mediterraneo per raccontare delle storie comuni, normali, lontano da ogni tipo di stereotipo. Tra queste quella dei padri di Annaba, costituitisi in un comitato per avere notizie dei loro figli, i “desaparecidos” africani dispersi in mare mentre facevano rotta verso l’Europa.
Ma ci sono anche i pescatori siciliani, le vere “sentinelle del mare”, che negli anni hanno portato in salvo migliaia di persone alla deriva. E ancora le testimonianze dei somali e degli eritrei costretti nelle prigioni libiche senza alcun tipo di giustificazione plausibile e completamente abbandonati nelle più atroci sofferenze solo per avere tentato di avere una vita senza guerra. Il libro ci porta da una parte all’altra del Mediterraneo entrando nella vita vera delle persone.
E soprattutto tutto è documentato con grande precisione, attraverso interviste e spaccati di storia. Le vicende di queste persone diventano finalmente come tridimensionali, perché viene restituito loro il contesto sociale e culturale. E’ un libro fatto di reti di relazioni, di tanti pezzi di un mosaico che compongono il tutto. Un libro per riflettere come la quarta di copertina ci invita a fare: “Anche Sant’Agostino era africano, oggi forse anche lui sarebbe stato respinto o impallinato a Rosarno”.

ثلاث سنوات من التحقيقات والعمل الميداني للكشف عن قصص أشخاص لقوا حتفهم غرقاً قبالة سواحلنا. وكلها ذكريات وواقع مؤسف وحزين، على وجه الخصوص. تتبع الكاتب طرق المهاجرين نفسها، بين ضفاف البحر المتوسط ليحكي قصصاً عامة وعادية وبعيدة عن الحكايات النمطية، من بينها قصة الآباء في مدينة “عنابة” الذين شكلوا لجنة لمعرفة أخبار أولادهم “المختفين” الأفارقة الذين فُقِدوا في البحر أثناء محاولتهم بلوغ أوروبا. ولكن هناك أيضاً، صيادو جزيرة صقلية “حراس البحر” الحقيقيون والذين أنقذوا على مر السنين حياة آلاف الأشخاص الذين جرفهم التيار. كما يحكي الكتاب شهادات الصوماليين والأريتريين المحبوسين بلا أي مبرر معقول في السجون الليبية، والمهملين تماما في أبشع أشكال المعاناة، فقط لأنهم حاول أن يحيوا حياةً بلا حرب. الكتاب يأخذنا بين ضفاف البحر الأبيض المتوسط متغلغلاً داخل حياة الناس الواقعية. وكل شيء فيه موثقاً بدقة متناهية من خلال المقابلات والتقسيم التاريخي للأحداث. هكذا فقصص هؤلاء الناس أصبحت في نهاية المطاف ثلاثية الأبعاد بعدما عاد إليها السياقان الاجتماعي والثقافي. كتاب مكون من شبكات من العلاقات والعديد من قطع الفسيفساء التي تشكل كلها كياناً واحداً. كتاب يهدف للتأمل كما ترشدنا الصورة التي تحتل ربع الغلاف: “حتى القديس “أغوستينو” كان أفريقياً، ربما لو ما زال يعيش حتى يومنا هذا لكان منبوذاً أومقتولاً بالرصاص في “روزارنو”.

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