Milano: gli immigrati riportano la socialità nel quartiere, vivono di più piazze e strade, contrastando così la conquista del territorio da parte della malavita. Lo dice in una recente intervista a Redattore Sociale Tina Motta della CISL.
ميلانو: أعاد المهاجرون الحياة للحي، فأصبحوا يأمون ساحات وشوارع أكثر، وهذا يمثل مواجهة حقيقية ضد استشراء الفوضى والجريمة. هذا ما صرح به “تينا موتَّا”، رئيس تحرير القسم الاجتماعي بالاتحاد الإيطالي لنقابات العمال (CISL).
Milano: gli immigrati riportano la socialità nel quartiere, vivono di più piazze e strade, contrastando così la conquista del territorio da parte della malavita. Lo dice in una recente intervista a Redattore Sociale Tina Motta della CISL.
La considerazione è frutto di un confronto della situazione in cui versava il quartiere poco più di 20 anni fa quando, racconta l’esponente della Cisl, qui vivevano prevalentemente donne sole e anziani, con un reddito molto basso e condizioni abitative di particolare degrado. Circostanze che non rappresentano un terreno ideale per il contrasto alla Malavita. Si parla infatti di anni in cui erano evidenti i tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata nel quartiere.
Il flusso di immigrati, qui in maggioranza egiziani, che in questi anni ha ripopolato il quartiere ha cambiato radicalmente le cose. Le piazze tornano ad essere un luogo di incontro per tutti. Immagini di bambini che giocano nei cortili e famiglie a passeggio non sono più una cosa rara. Nuovi negozi. Una vitalità che appunto, secondo Tina Motta, è un valido deterrente per la microcriminalità e la malavita. Una teoria che sembra trovare riscontro nei dati che mostrano una riduzione del tasso dei piccoli crimini che risulta comunque più basso di altri quartieri cittadini.
Non possiamo accogliere con assoluta certezza questa teoria, che però suggerisce una riflessione. Se gli Italiani stavano più volentieri tra le mura di casa, o dentro un nuovissimo centro commerciale della periferia, c’è chi, venendo da fuori, ha portato con nuove abitudini che poi sono altro che vecchie abitudini: quelle delle piazze italiane, da secoli luogo di incontro e di vita pubblica.
San Siro, un quartiere non un ghetto, associazioni di volontari come quella di Alfabeti in via Abbiati 4 (dove si insegna la lingua italiana agli stranieri), sono un ponte per l’integrazione e lavorano per questo.
Non mancano di certo anche qui gravi problemi sociali e la crisi ha colpito duramente, soprattutto chi sta più in basso. Capire però che gli immigrati fanno e faranno parte del processo di sviluppo del territorio è un punto essenziale per pensare costruttivamente al futuro.
Marko Manico Fonte: Redattore Sociale
أتى هذا التصريح نتيجةً لمقارنة أُجريت بين الوضع الحالي للحي، وما كان عليه منذ أكثر من عشرين عاماً عندما – كما يؤكد عضو الاتحاد الإيطالي لنقابات العمال – كان معظم الحي يقطنه نساء يعشن وحدهن، ومسنون، من ذوي الدخل المنخفض جداً، وفي ظل ظروف معيشية متدهورة، وهي ظروف لا تمثل مناخاً ملائماً لمواجهة الجريمة. وشهدت تلك الفترة محاولات عديدة للتسلل إلى الحي من خلال ارتكاب الجرائم المنظمة.
وخلال هذه السنوات، أعاد تدفق المهاجرين – أغلبهم من المصريين – إعمار الحي، وأحدث تغييراً جذريّاً في أوضاعه. وعادت الساحات أماكن التقاء الجميع. لم تعد صور الأطفال الذين يلعبون في الفناءات والعائلات التي تتجول في الشوارع من الأشياء النادر. محلات جديدة فُتِحَت. هذه هي الظروف التي يمكنها – من وجهة نظر “تيتا موتَّا – التصدي لارتكاب الجرائم بالحي.
واستناداً إلى بعض البيانات، تشير إحدى النظريات إلى إنخفاض معدلات الجرائم الصغيرة، والتي تبدو أكثر انخفاضاً من نسبة الجرائم التي ترتكب في أحياء أخرى مدنية.
لكننا لا يمكننا تبني هذه النظرية بشكلٍ كاملٍ، على الرغم من أنها تدفعنا إلى التأمل قليلاً فيما تقوله. إذا كان يروق للشعب الإيطالي العيش بين جدران منازلهم، أو داخل مركز تجاريّ جديد بالمقاطعة، فهناك من يأتي من الخارج، جالباً معه عادات جديدة يُكتَشَف بعد ذلك أنها ليست إلا عادات قديمة وبالية: كعادة اعتبار الساحات والميادين الإيطالية أماكن للالتقاء والحياة العامة.
سان سيرو حيّ وليس حيّاً عشوائياً، بعض الجمعيات التطوعية مثل “جمعية ألفابيتي” في شارع أبِّياتِّي رقم 4 (حيث يتم تدريس اللغة الإيطالية للأجانب)؛ كل هذه الأشياء تشكل سوية معبراً للاندماج، لذا تعمل كل هذه الكيانات مع بعضها البعض.
بالتأكيد، هناك أيضاً مشاكل اجتماعية، ولقد أصابت الأزمة، بشكلٍ كبير، من هم أقل شأناً. أن نعي أن المهاجرين يشكلون وسيشكلون جزءاً لا يتجزأ من عملية التنمية والتطوير في إيطاليا يعد أمراً مهماًّ في التفكير بشكل بنَّاء في المستقبل.
ماركو مانيكو
رئيس تحرير القسم الاجتماعي