Tatun: si trova in Egitto, nelle campagne irrorate dal Nilo, 150 km a sud del Cairo. Conta solo 80.000 abitanti, ma qui vivono le famiglie di migliaia degli oltre 47.000 emigrati egiziani residenti nel capoluogo lombardo. fortresseurope.blogspot.com
تطون: توجد في مصر في الأرياف التي يرويها النيل. يبلغ عدد سكانها 80000 فقط, لكن هنا تعيش عائلات بالألاف أكثر من 47000 مصري مقيمين في عاصمة اللومبرديا. fortresseurope.blogspot.com
CAIRO – Esiste un quartiere di Milano non ancora collegato dalla metro. Si chiama Tatun. E si trova in Egitto, nelle campagne irrorate dal Nilo, 150 km a sud del Cairo. Conta solo 80.000 abitanti, ma qui vivono le famiglie di migliaia degli oltre 47.000 emigrati egiziani residenti nel capoluogo lombardo. A unire Milano a Tatun pensano speciali agenzie di viaggio libiche, che si affidano ai vecchi pescherecci rottamati, intercettati ogni settimana al largo di Lampedusa. È iniziato tutto negli anni Novanta. Prima con gli sbarchi in Puglia. Poi la Sicilia. Tra il 2005 e il 2007 più di 20.000 egiziani hanno attraversato il Mediterraneo. E piano piano, di sanatoria in sanatoria, chi si è messo in regola ha fatto arrivare i fratelli e i cugini. E ha ricreato a Milano una rete di solidarietà familiare che permette tutt’oggi a migliaia di parenti senza documenti di avere un alloggio e un lavoro. Sono gessisti, carpentieri, manovali, panettieri. Molti sono diventati pendolari. Hanno i documenti in regola, e quando non c’è lavoro scendono qualche mese in Egitto. Arrivano in automobile, comprano terreni e costruiscono case. In una campagna impoverita dalle ultime riforme agrarie, dove un contadino fatica a racimolare sette euro al giorno, la loro presenza ha disegnato un nuovo immaginario. Emigrare oggi, sembra rappresentare la sola via di riscatto.
È la stessa architettura della città a ricordarlo. Basta sollevare lo sguardo dalle strade sterrate per vedere le decine di palazzi in costruzione ovunque. Il colore rosso dei mattoni domina l’orizzonte. Sui tetti, accanto alle parabole, spuntano le armature di ferro dei solai. Ogni anno si alza un altro piano. Ogni piano è per la famiglia di uno dei fratelli. Anche gli interni sono curatissimi. Dall’arredamento ai tappeti. Dalle piastrelle del bagno al televisore. I vicini di casa invece hanno ancora capre e galline sul terrazzo. E i loro figli giocano scalzi sopra i mucchi di immondizia ai bordi delle strade. Oppure accompagnano le madri al mercato, a vendere polli e canna da zucchero. Mentre mangiano la polvere alzata dalle automobili degli emigrati che si fanno largo a colpi di clacson tra la folla, i trattori e i carretti di arance tirati dagli asini. Sono l’icona del successo. Altro che televisione…
Qua la tv è piena di soap opera egiziane ambientate al Cairo. E le parabole sono puntate sulle altre emittenti arabe. Il sogno non viene dal piccolo schermo. Il sogno è reale, cammina per strada. Emigrare è diventato uno status. E a partire non sono i più disperati. Ma casomai i più ambiziosi. I rimpatri da Lampedusa, aumentati negli ultimi due anni, non hanno scoraggiato nessuno. Anzi, hanno soltanto abbassato l’età di chi parte. Solo nel 2008 dall’Egitto a Lampedusa sono arrivati più di mille minorenni, che per legge non possono essere espulsi.
A voler emigrare non è l’Egitto in blocco. Sono soprattutto gli abitanti di alcuni paesi rurali. Tatun, ma anche Sharqiyah, Manufiyah, Mansura, Daqahliyah. La riforma agraria del 1997 ha avuto effetti nefasti. Liberalizzando le concessioni dei terreni agricoli e cancellando i sussidi, il mercato ha punito i piccoli coltivatori. I prezzi al metro quadrato sono aumentati di 30 volte in dieci anni. E un terzo dei terreni è diventato edificabile perché più redditizio. Una politica dissennata in un paese che ancora impiega il 37% della manodopera nell’agricoltura. Aggravata dal disinteresse del governo per le zone rurali e dalla dilagante corruzione. Interi paesi sono senza strade asfaltate, senza illuminazione e senza fognature. Gli stessi emigrati di Tatun non risparmiano critiche al governo egiziano. Parlano di dittatura, di corruzione, si sentono abbandonati a se stessi. Ogni protesta è duramente repressa. Come lo sciopero di Mahalla el Kubra nell’aprile 2008, finito con un morto ammazzato e decine di arresti. Se questa è l’alternativa, i giovani preferiscono partire. Perché via mare? Semplice, ogni altra via legale è impraticabile.
القاهرة ـ هنالك حيّ في الفيوم لم يصله بعد خط ميترو أنفاق ميلانو بعد. قرية تطون المصرية الواقعة في محافظة الفيوم في الأرياف التي ترتوي من ماء النيل والتي يسكنها 80000 ألف نسمة. هنا في ميلانو تعيش آلاف العائلات المصرية، أكثر من 47000 مصري يقيمون في عاصمة اللومباردية. تقوم مكاتب سفر سياحية ليبية خاصة بوصل ميلانو بضاحيتها البعيدة هذه (تطون)، مستخدمة مراكب صيد قديمة هشة يتم اعتراضها أسبوعياً قبالة سواحل لامبيدوزا. كل شيء بدء في أوائل التسعينيات حيث بدأت الرحلات بالوصول إلى بوليا و إلى صقلية ومابين العامين 2005 و2007 عبر أكثر 20000 مصري البحر الأبيض المتوسط. من تمكن منهم من تسوية وضعه القانوني، مستفيداً من قوانين تنظيم المهاجرين، جلب إخوانه وأقربائه إلى ميلانو. وحبكت في ميلانو شبكة تضامن عائلي سمحت للآلاف من الأقارب بتحصيل مسكن وعمل. غالبيتهم دهّانون ونجارون وخبازون، وأغلبهم عندما يتوقفون عن العمل يسارعون العودة إلى مصر لبضعة أشهر، يذهبون بسياراتهم الإيطالية، وهناك يشترون الأراضي ويبنون المنازل في ريف أفقره الإصلاح الزراعي حيث يعمل المزارع طيلة اليوم ليجني ما يعادل سبع يوروهات. وجودهم هذا رسم مخيلة جديدة لهم تبدو معها الهجرة الطريق الوحيد للخلاص. تذكرك بذلك الهندسة المعمارية نفسها. بمُجرّد أن ترفع نظرك عن الطرُقات المُمهدة ترى المباني التي يجري بناؤها في كل مكان. يُسيطر لون حجار الخفان الأحمر على الأفق. كل سنة يرتفع طابق جديد. كل طابق لعائلة واحد من الأخوة. حتى في داخلها هناك عناية فائقة من الأثاث الى السجاد. من بلاط الحمام الى التلفزيون. ينما ما يزال الجيران يملكون الماعز والدجاج على الأسطح يلعب أولادهم حفاة فوق أكوام الزبالة على حافّتي الطريق. أو يصطحبون أمهاتهم الى السوق لبيع الدجاج وقصب السكر وليأكلوا الغبار اللذي تسببه سيارات المهاجرين اللذين بزماميرهم يفسحون الطريق وسط الزحمة وعربات البرتقال التي تجُرها الحمير. فهم رمز النجاح. يعرض التلفاز هنا المسلسلات المصرية المصورة في القاهرة. والصحون اللاقطة موجهة الى القنوات العربية الأخرى. الحلم لا يأتي عبر الشاشة الصغيرة. الحلم أصبح واقع, يمشي على الطريق. الهجرة أصبحت القاعدة المطلقة. لم تعد تهاجر فقط الفئة الأكثر بأساً بل الفئة الأكثر طموحاً. عمليات الترحيل من لامبيدوزا اللتي ازدادت في الفترة الأخيرة لم تُقلل من عزم أحد بل شجعت الأصغر سناً على السفر. في العام 2008 فقط وصل أكثر من ألف قاصر من مصر الى لامبيدوزا, ولا يسمح القانون بطردهم. يسعى للهجرة بشكل خاص سكان المناطق الريفية. تطون, الشرقية, المنوفية, المنصورة. يعتقد (صابر) بأن الإصلاح الزراعي كانت له نتائج مشؤومة اضافةً الى إلغاء المساعدات اللتي أدت إلى الإضرار بصغار المزارعين. إرتفع سعر المتر المربع 30 مرة في عشر سنوات. وأصبحت ثلث الأراضي قابلة للبناء كونها أكثر ربحاً. سياسة غير عاقلة في بلد ما زال يوظف 37% من اليد العاملة في قطاع الزراعة. يزداد الوضع سوءاً بسبب الفساد المتفشي وعدم إهتمام الحكومة بالمناطق الريفية. بلدات بأكملها بدون طرق مُعبدة ولا إضاءة ولا صرف صحي. حتى مهاجرون تطون أنفسهم لا يوفرون إنتقاداتهم للحكومة المصرية. يتحدثون عن دكتاتورية وفساد, يشعرون بأنهم منسيين. كل إحتجاج يتم كبحه بقسوة. كإضراب المحلة الكبرى في أبريل 2008, الذي انتهى بمقتل شخص وباعتقال العشرات. إن كان هذا هو البديل فإن الشباب يفضلون السفر. لماذا عبر البحر؟ بكل بساطة,إنهُ لا يوجد أي طريق شرعية أخرى ممكنة.