20 giugno 2011

La Giornata mondiale dei rifugiati, indetta dalle Nazioni Unite, viene celebrata il 20 giugno per commemorare l’approvazione nel 1951 della Convenzione sui profughi da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Venne celebrata per la prima volta il 20 giugno 2001, nel cinquantesimo anniversario della suddetta Convenzione.

I rifugiati in Italia sono 47mila. Questa cifra non include i minori e i rifugiati riconosciuti prima del 1990, mentre comprende coloro che hanno ottenuto lo status di protezione sussidiaria o umanitaria, misure adottate quando i richiedenti asilo provengono da situazioni di emergenza o c’è il rischio che possano essere in pericolo tornando nel proprio paese d’origine.
La maggior parte delle oltre 100mila domande d’asilo presentate in Italia dal 1990 al 2000 è stata inoltrata da persone provenienti da Albania (21.300), Repubblica Federale di Jugoslavia (12.197), Iraq (12.132), Romania (6.114) e Turchia (4.250). Si trattava dunque principalmente di albanesi, di kosovari di etnia albanese e di curdi provenienti dall’Iraq e dalla Turchia. Nel 2008, il maggior numero di domande è stato presentato da cittadini della Nigeria (5.333 domande), seguiti da persone in fuga dalla Somalia (4.473 domande), dall’Eritrea (2.739), dall’Afghanistan (2.005) e dalla Costa d’Avorio (1.844).

Spesso per sfuggire alle drammatiche situazione nei propri paesi di origine e perché sprovvisti di documenti per l’espatrio, rifugiati e richiedenti asilo si vedono costretti a ricorrere a qualsiasi mezzo per lasciare il proprio paese e introdursi, anche irregolarmente, in paesi dove chiedere asilo. Fino ad alcuni anni fa, i rifugiati in fuga da guerre e persecuzioni nel proprio paese giungevano in Italia attraverso alcune rotte principali: dalle coste albanesi e montenegrine a quelle della Puglia; da Turchia, Grecia e Albania alle coste ioniche calabresi; attraverso la frontiera terrestre italo-slovena. Negli ultimi anni, queste rotte sono state praticamente abbandonate dai richiedenti asilo, la stragrande maggioranza dei quali oggi arriva in Italia seguendo la rotta che va da paesi dell’Africa settentrionale, principalmente la Libia, verso le isole - in particolare Lampedusa - e le coste mediterranee della Sicilia. Nel 2007 si è aperta una nuova rotta dall’Algeria alle coste meridionali della Sardegna, mentre sono ripresi gli sbarchi in Calabria e si è assistito ad una diminuzione di circa un terzo degli arrivi a Lampedusa. L’anno scorso più del 70% delle domande d’asilo inoltrate in Italia è stato presentato da persone arrivate in Italia via mare.

Dal giugno 2001 esiste in Italia un Piano Nazionale Asilo, che può offrire servizi di assistenza a circa 2.000 persone. Questa cifra è assolutamente inadeguata per coprire le 20.000 richieste di asilo, con la conseguente caduta nel lavoro nero, nella prostituzione, nella vita di strada. La legge prevede che un richiedente asilo possa avere un permesso di soggiorno non di lavoro (= può solo lavorare in nero). Le richieste d’asilo accolte vengono esaminate e, nei casi opportuni, viene rilasciato lo status di rifugiato. I tempi previsti dalla legge sono 45 giorni, mentre in media si riesce a finire l’iter in 15-24 mesi.

I rifugiati nel mondo sono 43,7 milioni.

Per saperne di più: www.unhcr.it

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