9 marzo 2011

Mentre il mondo guarda il risveglio del mondo arabo e in milioni chiedono libertà democratiche, le donne arabe devono cogliere l’attimo per sollevarsi contro l’oppressione sociale.
di Simba Russeau

In un momento unico nel suo genere, uniti nella rivolta popolare, milioni di egiziani sono scesi in piazza chiedendo la destituzione di colui che per troppo tempo ha governato il paese. Chiedono di porre fine alle ingiustizie, alla la mancanza di libertà, alla corruzione e alla povertà senza fine.
Ma per quanto riguarda le donne, i cui volti sono visibili nella folla ma invisibili al tavolo dei negoziati?

“Cosa si dice delle donne che si stanno unendo in Egitto per avviare nuovi partiti politici? Ciò che distingue un partito da un altro è la sua struttura e la sua agenda. Una volta deciso ciò che per cui il partito si batterà e come, così come il grado di rappresentanza di vari gruppi, è possibile aprirlo alla partecipazione di tutti gli uomini”, dice Vaudree.
“Mentre tutto ciò accade, molte donne stanno coinvolgendo le proprie madri, sorelle, padri, fratelli a fare pressioni per far partecipare i nuovi leader politici ai dibattiti televisivi pre elettorali”.

I diciotto giorni di proteste in Egitto sono stati l’unico fattore che ha indirizzato i riflettori mondiali sul Paese. Durante i festeggiamenti è stata diffusa la notizia che una giornalista americana, Laura Logan, è stata violentata da un gruppo di cosiddetti rivoluzionari.
“E le nostre sorelle egiziane? Chi chiederà loro scusa per gli innumerevoli anni di molestie e abusi sessuali a cui sono state sottoposte? “chiede Rashid.

Una normale giornata passeggiando per le strade del Cairo, per la maggior parte delle donne egiziane non sarebbe completa senza suoni sibilanti, richiami per gatti e di altri suoni umilianti.

“Gli uomini qui vedono le donne come prodotti a base di carne, piuttosto che esseri umani”, dice L.

“La gente dice che non ci sono stati casi di molestie sessuali durante la rivoluzione”, dice Rania. “In realtà, ci sono stati numerosi casi, ma la gente è rimasta in silenzio perché tutti si sono concentrati sulla causa per il cambiamento di regime”.

Per andare avanti, l’Egitto non solo deve farla finita con le sue manette politiche, ma deve liberarsi anche da quelle sociali.

“E’ tempo per un nuovo modo di pensare: la democrazia è solo un mezzo che le donna hanno per raggiungere i propri obiettivi”, aggiunge Abeer.

Donne in crisi
Secondo lo studio 2010 pubblicato dal Centro egiziano per i diritti della donna (ECWR), i diritti delle donne sono stati utilizzati come pegno politico e hanno subito diverse battute d’arresto negli anni.
Le disuguaglianze nel mondo del lavoro, l’aumento della violenza sessuale verso le donne da parte dei funzionari di polizia e il rifiuto del Consiglio di Stato di nominare giudici donne, lo scorso febbraio, assegna all’Egitto il 125esimo posto in termini di libertà della donna su 134 Paesi e il 13esimo tra gli stati del Medio Oriente e Nord Africa (MENA).
Il 95% dei 27 casi di stupro segnalati quotidianamente non vengono denunciati, il 33% delle donne affrontano casi di violenza domestica e le donne rappresentano solo il 3% di ministri, consiglieri comunali e della Shura.

Anche se le donne hanno svolto un ruolo vitale nella rivolta del paese, cercando di creare nuove opportunità, il progresso verso lil raggiungimento dei diritti sociali, economici e politici rimane ancora poco chiaro.

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